Contenzioso tributario: rottamazione delle cause pendenti e possibile riforma


top_dem_ctNel corso dell’apertura dell’anno giudiziario tributario il vice Ministro all’Economia Luigi Casero ha dichiarato che è ipotizzabile che il Governo proponga una serie di misure in materia di contenzioso tributario.

Quello che ci tengo a sottolineare è che le ipotesi allo studio sono proprio quelle che il nostro amico Avv. Maurizio Villani ha più volte ribadito sia sulle pagine del Commercialista Telematico che anche in audizione al Senato il 6/12/2016.

Si tratta di ipotesi che porterebbero il processo tributario dall’essere considerato un processo di serie B (o peggio?) all’essere (più o meno) equiparato ai più considerati processi civili, penali, amministrativi. Succede spesso che vanno in contenzioso pratiche conseguenti ad accertamenti fiscali di importi rilevantissimi, a volte milioni di euro o comunque centinaia di migliaia di euro, che possono portare un’azienda al fallimento o un privato a rovinarsi finanziariamente, decise in pochi minuti ma soprattutto senza gli strumenti che, invece, si hanno negli altri processi, per dirne uno la prova testimoniale.

Le misure di cui ha parlato il vice Ministro sono:

  • La trasformazione delle attuali Commissioni tributarie in Tribunali tributari;
  • Tribunali tributari composti anche da giudici togati, quindi di professione;
  • Una ulteriore, nuova, sezione tributaria in Cassazione, dove c’è un enorme intasamento (50.000 cause arretrate); dove, forse-non-tutti sanno-che, il 47% delle cause pendenti ha ad oggetto pratiche di contenzioso tributario;
  • Trasferimento del “governo” dei Tribunali tributari dal Ministero dell’economia ad altro Ente, il nostro suggerimento è la Presidenza del consiglio dei Ministri;
  • Una “rottamazione” (una volta si chiamava condono, ma adesso non va più di moda il termine) delle liti pendenti, allo scopo di recuperare l’arretrato.

Tra le proposte c’è anche quella dell’allargamento della platea della mediazione tributaria: questa non è una nostra “battaglia”, in quanto così come è strutturata attualmente la mediazione lascia molto a desiderare (è la stessa Agenzia delle entrate e non un organismo neutro a decidere!!). La mediazione deve essere cambiata trasferendola appunto ad un ente terzo.

In vista della possibile rottamazione delle liti pendenti e della riforma delle Commissioni tributarie è molto importante sapere bene come comportarsi – anche in questo periodo transitorio – davanti alle commissioni stesse e nei contraddittori con l’Agenzia delle entrate. A questo scopo invitiamo gli amici che seguono il Commercialista telematico a seguire:

2 Marzo 2017

Roberto Pasquini


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