Dichiarazione sostitutiva di atto notorio non efficace nel giudizio tributario

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 20 febbraio 2017

valutiamo la natura probatoria dell’atto notorio o della dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio nel processo tributario

EbookSe le dichiarazioni di terzi possono essere utilizzate all’interno del processo tributario, seppur con evidenti limitazioni, in termini di possibilità di impatto sul libero convincimento del giudice, diversa sorte è, viceversa, stata dettata dal giudice di legittimità in ordine alla natura probatoria dell’atto notorio o della dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio.

Sul punto specifico, la Corte di Cassazione (cfr. Cass. sent. n. 703 del 29 novembre 2006, dep. il 15 gennaio 2007) aveva già affermato che la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, così come l'autocertificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative essendo, viceversa, priva di qualsiasi efficacia in sede giurisdizionale, trovando ostacolo invalicabile, nel contenzioso tributario, la previsione dell'art.7, c. 4, del D.Lgs. n. 546/1992 e ciò perché altrimenti si finirebbe per introdurre nel processo tributario (eludendo il divieto di giuramento sancito dalla richiamata disposizione) un mezzo di prova, non solo equipollente a quello vietato ma, anche costituito al di fuori del processo. Posizione confermata anche successivamente (cfr. Cass.