Rimborsi IVA: chiarimenti sui soggetti con attività iniziata da meno di due anni

La nuova prassi dell’Agenzia
Con un documento di prassi ministeriale i tecnici delle Entrate chiariscono l’ambito di applicazione della disciplina dei rimborsi IVA alla luce delle modifiche introdotte dal legislatore.
Con la circolare n. 33/E/2016, l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti in merito alle disposizioni contenute nell’art. 38-bis, DPR 633/72, alla luce delle novità introdotte dall’art. 13, D.Lgs. 175/2014, secondo il quale sono previsti maggiori vantaggi per i soggetti, i quali possedendo i requisiti di cui all’art. 30, del DPR 633/72, possono accedere con maggiore facilità e semplificazione ai rimborsi delle eccedenze di credito desumibili dalle dichiarazioni annuali IVA.
Le novità in materia di rimborso IVA
L’art. 13, del D.Lgs. 21 novembre 2014, n.175, iscrive l’art. 38-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. La principale innovazione di questa norma attiene alla modifica della disciplina concernente la presentazione della garanzia necessaria per ottenere il rimborso dell’imposta e i casi di esonero. È, in particolare, disposto l’incremento della soglia di esonero totale dalla prestazione della garanzia che passa dai vecchi 10 milioni di lire a 15 mila euro. Il nuovo comma 1, del novellato art. 38-bis specifica, inoltre, che il rimborso avviene entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione e non più entro tre mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione.
Per i rimborsi di ammontare superiore a 15 mila euro è prevista la possibilità di esonero dalla presentazione della garanzia, a condizione che sia apposto, da parte dei professionisti abilitati, il visto di conformità di cui all’art. 35, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 241/1997, sulla dichiarazione o istanza trimestrale da cui emerge il credito; in alternativa all’apposizione del visto di conformità è prevista la possibilità di far sottoscrivere la dichiarazione o l’istanza dai soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione, nel caso di società sottoposte al controllo contabile di cui all’art. 2409-bis c.c..
La novità, quindi, sotto questo profilo stabilisce per i rimborsi di crediti Iva (sia annuali, sia trimestrali) superiori a 15.000 euro un requisito analogo a quello attualmente previsto ai fini della compensazione orizzontale dei crediti IVA di importo superiore a 15 mila euro, derivanti dalla dichiarazione Iva. Ai fini della richiesta di rimborso del credito superiore a 15 mila euro senza presentazione di garanzia è però previsto un ulteriore requisito. È , infatti, necessario allegare, alla dichiarazione o all’istanza con cui si chiede il credito a rimborso, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, con la quale attestare la sussistenza di specifiche condizioni patrimoniali e, in particolare, che:
1) il patrimonio netto non è diminuito, rispetto alle risultanze contabili dell’ultimo periodo d’imposta, di oltre il 40%; la consistenza degli immobili non si è ridotta, rispetto alle risultanze contabili dell’ultimo periodo d’imposta, di oltre il 40% per cessioni non effettuate nella normale gestione dell’attività esercitata; l’attività stessa non è cessata né si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nelle suddette risultanze contabili;
2) non risultano cedute, se la richiesta di rimborso è presentata da società di capitali non quotate nei mercati regolamentati, nell’anno precedente la richiesta, azioni o quote della società stessa per un ammontare superiore al 50% del capitale sociale;
3) sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi.
Come si evince dalla lettura del comma 6, la possibilità di apporre il visto di conformità o di ottenere la sottoscrizione della dichiarazione da cui emerge il credito, da parte dei soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione, rappresenta, per i crediti Iva superiori a 15.000 euro, un’alternativa …

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