Rimborsi IVA: chiarimenti sui soggetti con attività iniziata da meno di due anni

di Federico Gavioli

Pubblicato il 13 settembre 2016

in questo articolo puntiamo il mouse sulle norme che regolano i rimborsi IVA per le aziende che sono in attività da meno di 2 anni: in particolare analizziamo se sono dovute o meno garanzie a favore del fisco

6927038744_23d30eb159_oLa nuova prassi dell’Agenzia

Con un documento di prassi ministeriale i tecnici delle Entrate chiariscono l’ambito di applicazione della disciplina dei rimborsi IVA alla luce delle modifiche introdotte dal legislatore.

Con la circolare n. 33/E/2016, l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti in merito alle disposizioni contenute nell’art. 38-bis, DPR 633/72, alla luce delle novità introdotte dall’art. 13, D.Lgs. 175/2014, secondo il quale sono previsti maggiori vantaggi per i soggetti, i quali possedendo i requisiti di cui all’art. 30, del DPR 633/72, possono accedere con maggiore facilità e semplificazione ai rimborsi delle eccedenze di credito desumibili dalle dichiarazioni annuali IVA.

Le novità in materia di rimborso IVA

L’art. 13, del D.Lgs. 21 novembre 2014, n.175, iscrive l’art. 38-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. La principale innovazione di questa norma attiene alla modifica della disciplina concernente la presentazione della garanzia necessaria per ottenere il rimborso dell’imposta e i casi di esonero. È, in particolare, disposto l’incremento della soglia di esonero totale dalla prestazione della garanzia che passa dai vecchi 10 milioni di lire a 15 mila euro. Il nuovo comma 1, del novellato art. 38-bis specifica, inoltre, che il rimborso avviene entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione e non più entro tre mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione.

Per i rimborsi di ammontare superiore a 15 mila euro è prevista la possibilità di esonero dalla presentazione della garanzia, a condizione che sia apposto, da parte dei professionisti abilitati, il visto di conformità di cui all’art. 35, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 241/1997, sulla dichiarazione o istanza trimestrale da cui emerge il credito; in alternativa all’apposizione del visto di conformità è prevista la possibilità di far sottoscrivere la dichiarazione o l’istanza dai soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione, nel ca