Le dichiarazioni dei redditi e dell’IRAP sono sempre ritrattabili

di Fabio Gallio

Pubblicato il 14 settembre 2016

la dichiarazione dei redditi e la dichiarazione IRAP sono sempre ritrattabili dal contribuente in quanto sono dicharazioni di scienza...
  1. cassazione-corte-2Premessa

Con la sentenza del 15 luglio 2016, n. 14496, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente che si era opposto alle richieste dell’Amministrazione Finanziaria.

In particolare, l'Agenzia delle Entrate, a seguito di controllo automatizzato sulla dichiarazione dei redditi di un medico di base, ha riscontrato il mancato versamento dell'Irap per un determinato anno, dichiarata dal contribuente, ma non versata.

L'Agenzia ha, pertanto, provveduto con cartella esattoriale a recuperare la somma non corrisposta, contro la quale il contribuente ha proposto ricorso adducendo di non avere un'organizzazione stabile tale da poter giustificare il pagamento dell'imposta.

La Corte di Cassazione ha accolto le doglianze del contribuente, il quale aveva ritenuto che il fatto di avere dichiarato di dovere l'Irap non escludeva il diritto di impugnare l'atto (cartella esattoriale) che ne costituiva la liquidazione.

Infatti, secondo i giudici di legittimità, l'impugnazione della cartella esattoriale, emessa in seguito a procedura di controllo automatizzato ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 bis, non è preclusa dal fatto che l'atto impositivo sia fondato sui dati evidenziati dal contribuente nella propria dichiarazione, in quanto tale conclusione presupporrebbe la irretrattabilità delle dichiarazioni del contribuente che, invece, avendo natura di dichiarazioni di scienza, sono ritrattabili in ragione della acquisizione di nuovi elementi di conoscenza o di valutazione

Tale pronuncia, pertanto, conferma il consolidato indirizzo giurisprudenziale che ritiene sempre possibile per il contribuente, in caso di errore, procedere a modificare quanto indicato in dichiarazione.

  1. I motivi della ritrattabilità.

Infatti, le dichiarazioni fiscali, in particolare quelle dei redditi, non sono atti negoziali o dispositivi, né costituiscono titolo dell’obbligazione tributaria, ma costituiscono mere esternazioni di scienza e di giudizio, sicché possono, in linea di principio, essere liberamente emendate e ritrattate dal contribuente, se, per errore commesso nella relativa redazione, possa derivare l’assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico1; e questo è possibile anche dopo l’emissione di un provvedimento impositivo ovvero nell’ambito del processo tributario2.

La necessità di emendare una dichiarazi