Processo tributario ed impugnazione tardiva oltre il termine “lungo” dalla pubblicazione della sentenza

di Isabella Buscema

Pubblicato il 3 agosto 2016

i casi di ammissibilità dell'impugnazione tardiva, oltre il termine cosiddetto 'lungo' che decorre dalla pubblicazione della sentenza

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L’ammissibilità dell'impugnatone tardiva, oltre il termine "lungo" dalla pubblicazione della sentenza, previsto dall'art. 38, c. 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, presuppone che la parte dimostri "l’ignoranza del processo", ossia di non averne avuto alcuna conoscenza per nullità della notificazione del ricorso e della comunicazione dell'avviso di fissazione dell'udienza, situazione che non si ravvisa in capo al ricorrente costituito in giudizio, cui non può dirsi ignota la proposizione dell’azione, dovendosi ritenere tale interpretazione conforme ai principi costituzionali e all'ordinamento comunitario, in quanto diretta a realizzare un equilibrato bilanciamento tra le esigenze del diritto di difesa e il principio di certezza delle situazioni giuridiche. Né assume rilievo l'omessa comunicazione della data di trattazione, che è deducibile quale motivo di impugnazione ai sensi dell’art. 161, c. 1, c.p.c., in mancanza della quale la decisione assume valore definitivo in conseguenza del principio del giudicato.

Il termine previsto dall'art. 327 c.p.c., c. 1, decorre dalla pubblicazione della sentenza e, quindi, dal suo deposito in cancelleria e non già dalla comunicazione che di tale deposito dà il cancelliere alle parti D.P.R. n. 546 del 1992, ex art. 37, c. 2,