La polizza fideiussoria per il rimborso di un credito IVA (fino a 15.000 € non serve) è un contratto autonomo di garanzia?

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L’articolo 13, Dlgs 175/2014 ha ridisegnato, fra l’altro, l’articolo 38-bis del Dpr 633/1972, cancellando l’obbligo generalizzato della garanzia per l’ottenimento dei rimborsi annuali e trimestrali, per una procedura di erogazione più spedita e semplificata. Il D.Lgs. n. 175/2014 ha cancellato l’obbligo di presentare una garanzia per l’ottenimento di rimborsi annuali e trimestrali di importo inferiore a 15.000 euro.

Contribuenti a rischio

Nei seguenti casi1 previsti dall’aggiornato art. 38-bis c. 4 del DPR 633/1972, il contribuente è tenuto a presentare garanzia fideiussoria al fine di ottenere il rimborso del proprio credito Iva annuale o infrannuale superiore a 15.000 euro:

  • soggetti passivi che esercitano attività d’impresa da meno di 2 anni, diversi dalle start-up innovative;

  • soggetti passivi che nei 2 anni precedenti la richiesta di rimborso, hanno ricevuto notifica di avvisi di accertamento2 o di rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato superiore

    • al 10% degli importi dichiarati se questi non superano 150.000 €;

    • al 5% degli importi dichiarati se questi sono compresi tra 150.000 € e 1.500.000 €;

    • all’1% degli importi dichiarati, se gli importi superano i 1.500.000 €.

  • soggetti che presentano la dichiarazione da cui emerge il credito priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, o non presentano la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;

  • soggetti che chiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività.

L’38-bis del Dpr 633/1972, come modificato dal decreto Semplificazioni (Dlgs 175/2004), ha ridotto, quindi, i casi in cui, per ottenere il rimborso del credito Iva, è necessario presentare la garanzia. Le richieste per importi fino a 15.000 euro, infatti, sono eseguibili liberamente senza garanzia, mentre, per le richieste di importo superiore, la garanzia sarà richiesta per i soli contribuenti “a rischio“.

Durata della garanzia

La garanzia in questione è prestata per una durata di 3 anni, ovvero, se il termine di decadenza dell’accertamento sulla dichiarazione di riferimento è inferiore ai tre anni la garanzia prestata avrà tale minor durata. La garanzia, la quale tra l’altro concerne anche crediti relativi a periodi d’imposta precedenti maturati nel periodo di validità della garanzia stessa, può assumere le seguenti forme:

  • cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa;

  • fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa commerciale che (a giudizio dell’Agenzia) offra adeguate garanzie di solvibilità ovvero di polizza fideiussoria rilasciata da un’impresa di assicurazione.

Si ricorda ,infine che, per i rimborsi Iva inferiori a 15.000 è richiesta esclusivamente la presentazione del modello Iva TR entro il mese successivo (rimborsi infrannuali) ovvero della Dichiarazione Iva (rimborso annuale). Mentre per i rimborsi Iva superiori a 15.000 che non rientrano nelle casistiche elencate sopra è necessaria l’apposizione del visto di conformità da parte di professionista abilitato ovvero (nel caso di soggetti su cui è esercitato il controllo contabile) la sottoscrizione del modello da parte dell’organo di controllo, con allegata dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la consistenza patrimoniale e contributiva dell’istante.

Ratio della garanzia

Allo scopo di assicurare celerità nell’erogazione del rimborso, l’amministrazione è obbligata a posporre i controlli (notoriamente lunghi e farraginosi) ad un tempo successivo e ad accontentarsi, per procedere al rimborso stesso, della semplice richiesta del contribuente, purché corredata da alcuni minimi requisiti formali e da quello (invero determinante) della prestazione di una garanzia per il caso di non spettanza del rimborso…

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