L'esito della dichiarazione scartata

come si considera la dichiarazione scartata e non reinviata correttamente nei termini? Oneri probatori di cui si deve fare carico il contribuente per essere esente da sanzioni o responsabilità

disperato_immagineLa Corte di Cassazione con la sentenza n. 12539 del 17 giugno 2015 ha stabilito interessanti principi in materia di validità delle dichiarazioni presentate in via telematica.

L’Agenzia delle Entrate proponeva infatti ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 61/34/2009, depositata in data 14/05/2009, la quale, in una controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento, relativo all’anno 2001, emesso, ex artt.1 e 8 DPR 322/1998, per omessa presentazione della dichiarazione annuale Mod.Unico 2002 e conseguente rideterminazione, in via induttiva, del reddito, in quanto erroneamente trasmessa in forma telematica tramite intermediario abilitato, e dunque “scartata” dal sistema, aveva riformato la decisione di primo grado, che aveva invece respinto il ricorso del contribuente.

In particolare, i giudici d’appello avevano sostenuto che comunque la dichiarazione Unico risultava essere stata presentata da parte del contribuente, in ossequio alla vigente normativa tributaria ed un errore telematico non poteva far “sparire” tale dichiarazione al punto da considerarla omessa, anche tenuto conto dei principi fondamentali di affidamento e buona fede, sanciti dalla 1.212/2000, e della novità assoluta e complessità della procedura di trasmissione in via telematica della dichiarazione, che aveva potuto indurre in “qualche errore” l’intermediario delegato.

L’Agenzia delle Entrate lamentava dunque, in particolare, l’insufficiente motivazione circa la circostanza, documentata dall’Ufficio, relativa al fatto che il sistema centrale aveva prodotto la comunicazione di scarto della dichiarazione trasmessa in via telematica.

E censurava altresì il fatto che, nel dare rilievo al principio del legittimo affidamento, la CTR non aveva tenuto conto della mancata prova, da parte del contribuente, dell’avvenuto invio della dichiarazione, equivalente a mancata presentazione.

I motivi di ricorso sono stati considerati fondati dalla Suprema Corte.

I giudici di legittimità, dapprima ripercorrevano la normativa vigente e ricordavano che, a norma del 2 ° comma dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nel testo applicabile all’epoca dei fatti, trattandosi di dichiarazione da presentare nell’anno 2002, in relazione al periodo d’imposta 2001, la dichiarazione era presentata in via telematica all’amministrazione finanziaria, direttamente o tramite un incaricato e che il comma 6 dell’articolo 3 citato prescriveva poi che i soggetti di cui ai commi 2-bis e 3 rilasciassero al contribuente o al sostituto di imposta una ricevuta di presentazione della dichiarazione, nonché copia della dichiarazione contenente l’impegno a trasmettere in via telematica all’amministrazione finanziaria i dati in essa contenuti, mentre i commi 8 e 10 stabilivano che la dichiarazione si considerava presentata nel giorno in cui veniva consegnata dal contribuente alla banca, all’ufficio postale o a uno dei soggetti di cui ai commi 2-bis e 3, ovvero veniva trasmessa direttamente all’amministrazione finanziaria mediante procedure telematiche, laddove la prova della presentazione della dichiarazione era data dalla ricevuta della banca, dell’ufficio postale o di uno dei soggetti di cui ai commi 2-bis e 3 o dalla ricevuta di invio della raccomandata di cui al comma 5, ovvero dalla comunicazione dell’amministrazione finanziaria attestante l’avvenuto ricevimento della dichiarazione presentata direttamente in via telematica.

Il legislatore, dunque, nel regime normativo applicabile al caso in esame, richiedeva, come prova della presentazione della dichiarazione, la ricevuta di uno dei soggetti di cui ai commi 2bis e 3, ricevuta, che non soltanto dimostrava l’avvenuta consegna da parte del contribuente, ma era anche necessaria al fine di verificare la tempestività di tale consegna, al fine di assicurare il controllo sul regolare adempimento degli obblighi di…

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