L’esito della dichiarazione scartata

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 15 marzo 2016

come si considera la dichiarazione scartata e non reinviata correttamente nei termini? Oneri probatori di cui si deve fare carico il contribuente per essere esente da sanzioni o responsabilità

disperato_immagineLa Corte di Cassazione con la sentenza n. 12539 del 17 giugno 2015 ha stabilito interessanti principi in materia di validità delle dichiarazioni presentate in via telematica.

L'Agenzia delle Entrate proponeva infatti ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 61/34/2009, depositata in data 14/05/2009, la quale, in una controversia concernente l'impugnazione di un avviso di accertamento, relativo all'anno 2001, emesso, ex artt.1 e 8 DPR 322/1998, per omessa presentazione della dichiarazione annuale Mod.Unico 2002 e conseguente rideterminazione, in via induttiva, del reddito, in quanto erroneamente trasmessa in forma telematica tramite intermediario abilitato, e dunque "scartata" dal sistema, aveva riformato la decisione di primo grado, che aveva invece respinto il ricorso del contribuente.

In particolare, i giudici d'appello avevano sostenuto che comunque la dichiarazione Unico risultava essere stata presentata da parte del contribuente, in ossequio alla vigente normativa tributaria ed un errore telematico non poteva far “sparire” tale dichiarazione al punto da considerarla omessa, anche tenuto conto dei principi fondamentali di affidamento e buona fede, sanciti dalla 1.212/2000, e della novità assoluta e complessità della procedura di trasmissione in via telematica della dichiarazione, che aveva potuto indurre in “qualche errore" l'intermediario delegato.

L'Agenzia delle Entrate lamentava dunque, in particolare, l’insufficiente motivazione circa la circostanza, documentata dall'Ufficio, relativa al fatto che il sistema centrale aveva prodotto la comunicazione di scarto della dichiarazione trasmessa in via telematica.

E censurava altresì il fatto che, nel dare rilievo al principio del legittimo affidamento, la CTR non aveva tenuto conto della mancata prova, da parte del contribuente, dell'avvenuto invio della dichiarazione, equivalente a mancata presentazione.

I motivi di ricorso sono stati considerati fondati dalla Suprema Corte.

I giudici di legittimità, dapprima ripercorrevano la normativa vigente e ricordavano che, a norma del 2 ° comma dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica