Lo stress da lavoro correlato: valutazione, ruolo del medico, software INAIL

PREMESSA
Negli ultimi anni i numerosi cambiamenti che hanno interessato il mondo del lavoro hanno portato all’emersione di nuovi rischi per la salute dei lavoratori come quelli derivanti dal c.d. stress lavoro correlato. Questo tipo di stress può riportare serie ripercussioni non solo sulla salute del lavoratore ma anche su quella delle imprese e delle economie nazionali. Secondo gli ultimi dati statistici lo stress da lavoro correlato occupa in Europa il secondo posto tra quelli maggiormente lamentati dai dipendenti ed è causa del 50-60% delle giornate lavorative perse in un anno. Tutto ciò ha portato il Legislatore ad individuare specificamente lo stress lavoro correlato come uno dei rischi oggetto, sia di valutazione, secondo i contenuti dell’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004, puntualmente richiamato dal decreto stesso, sia di una conseguente adeguata gestione dello stesso. Inoltre, ha demandato alla Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro il compito di “elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato”, successivamente emanate il 17/11/2010 sotto forma di un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo.
EVOLUZIONE NORMATIVA: L’ACCORDO QUADRO EUROPEO
Il riconoscimento ufficiale dello stress lavoro correlato quale rischio per la salute del dipendente e pertanto meritevole di tutela, è avvenuto nel lontano 2004 con l’Accordo quadro europeo sullo stress da lavoro. L’accordo quadro europeo nasce con l’intento di accrescere la consapevolezza dell’esistenza nonché della pericolosità di questo tipo di rischio che può colpire i lavoratori fornendo, nel contempo, un modello per individuare, prevenire e gestire i problemi legati allo stress lavoro correlato. Nessuna azienda, infatti, può dirsi al sicuro dal momento che, secondo molti studi, lo stress lavoro correlato può colpire qualsiasi azienda e qualunque lavoratore, a nulla rilevando la dimensione aziendale, il campo di attività svolto, il tipo di contratto o ancora il rapporto di lavoro. Tra le cause più frequenti che possono avere come conseguenza uno stress da lavoro vengono spesso riportate dai lavoratori colpiti:

l’organizzazione lavorativa;

le lunghe ore lavorative;

l’eccessivo carico di lavoro;

la monotonia del lavoro.

Di contro, anche l’azienda che occupa personale “stressato” va incontro a serie difficoltà quali, ad esempio:

una scarsa redditività complessiva;

un maggior assenteismo del personale che può lamentare disturbi di vario tipo;

un eccessivo presenteismo che porta il dipendente a non assentarsi dal lavoro anche quando non è in piena salute per paura di ripercussioni non potendo però essere efficiente al 100% ;

un aumento dei tassi di incidenti e infortuni.

Ma prima di poter parlare di stress lavoro correlato e della valutazione dei rischi derivanti, occorre partire dal concetto di “salute”. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il concetto di salute deve essere inteso come quello stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità. Il D.Lgs. 81/2008, c.d. Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, partendo proprio da questa definizione di salute, individua anche il complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. Secondo il Decreto Legislativo, nel complesso delle attività di prevenzione, un ruolo di primaria importanza è rivestito dallo studio dell’organizzazione del lavoro che si concretizza con il rispetto dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli …

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