Start-up innovative: quali agevolazioni fiscali e contributive

La start-up innovativa viene codificata con l’entrata in vigore della Legge n. 221/2012 (precisamente Sezione IX del testo), che ha convertito l’art.27 del D.Lgs 179/2012 (Decreto Crescita 2.0), con la quale il Governo ha adottato misure per lo sviluppo del Paese.
Le start-up innovative sono società di capitali con sede/filiale in Italia, costituite anche in forma cooperativa, aventi come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Il quadro completo delle misure di sostegno e vantaggio per le start-up innovative è riassunto nella circolare 16/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate
 
Ma quali sono i requisiti necessari per essere una startup innovativa?

Essere costituita da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda e svolgere attività di impresa;

sede principale degli affari in Italia;

A partire dal secondo anno di attività il valore della produzione annua non superiore a 5mln di euro;

Non distribuisce e non ha distribuito utili;

Ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

Non è stata costituita da fusione, scissione o cessione d’azienda;

Le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra: costo e valore totale della produzione della startup innovativa.

 
Per sostenere tale fattispecie di impresa, oltre alla possibilità di raccogliere capitale di rischio attraverso portali on line (equity crowdfunding) il Governo ha previsto diverse agevolazioni:
– esenzione da imposta di bollo e diritti di segreteria dovuti per l’iscrizione al registro delle imprese e dal diritto annuale alle camere di commercio;
– agevolazioni fiscali per amministratori, dipendenti o collaboratori remunerati attraverso strumenti finanziari (ad es. stock option): le somme corrisposte sotto forma di strumenti finanziari o diritti di opzione non concorrono alla formazione del reddito imponibile dei destinatari;
– credito d’imposta del 35%sulle assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato fino a un massimo di 200mila euro annui per ogni impresa;
– facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di cosiddetto “rinvio a nuovo” delle perdite e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, facoltà di differire la decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo;
– facoltà di utilizzare, per le start-up innovative costituite in forma di s.r.l., istituti ammessi solo nelle s.p.a., in particolare, la libera determinazione dei diritti attribuiti ai soci o l’emissione di strumenti finanziari partecipativi;
– deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity);

facoltà di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci;

sostegno all’internazionalizzazione, attraverso i servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Desk Italia;

maggiori possibilità nella gestione della crisi nell’impresa start-up innovativa e nell’attività di controllo;

possibilità di assumere personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi prorogabili di altri 12 mesi (arrivando …

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