Bonus alberghi – pari 30% delle spese -, si parte il 12 ottobre: le istruzioni per accedere

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 6 ottobre 2015

guida analitica alla richiesta del credito d'imposta riconosciuto a chi effettua ristrutturazioni e acquisti di mobili ed attrezzature in aziende alberghiere: ecco l'elenco delle spese per cui è possibile accedere al bonus fiscale

Il D.L. 31 maggio 2014, n.83, convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106, oltre ad introdurre un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (c.d. “Art-Bonus”), ha previsto, nell’ambito delle disposizioni urgenti per il rilancio del turismo, una serie di interventi agevolativi.

In particolare, l’art.10, della norma sopra indicata, ha introdotto delle disposizioni agevolative, volte a riqualificare e migliorare le strutture ricettive turistico-alberghiere ed a favorire l'imprenditorialità nel settore turistico.

Il D.M. 7 maggio 2015 ha indicato le modalità attuative, mentre la nota del 4 agosto 2015 del Mibact ha fissato al 15 ottobre la data di partenza per l’invio delle relative istanze.

IL BONUS ALBERGHI

L’art. 10, del D.L. n.83/14, al fine di migliorare la qualità dell'offerta ricettiva, per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche, ha riconosciuto, per il periodo d'imposta 2014, e per i due successivi (2015 e 2016), alle imprese alberghiere esistenti alla data dell'1 gennaio 2012, un credito d'imposta nella misura del 30% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro nei periodi d'imposta sopra indicati per le spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 3, c. 1, lett. b - c - d, del T.U. di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, o a interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, anche tenendo conto dei princìpi della “progettazione universale” di cui alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e di incremento dell'efficienza energetica, ovvero per le tipologie di spesa di cui al comma 7 dell’articolo 10, in esame.

Il credito d'imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo e, in ogni caso, è riconosciuto nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis.

Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, c. 5, del T.U.n.917/86, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. n. 241/97. La prima quota del credito d'imposta relativo alle spese effettuate nel periodo d'imposta 2014 è utilizzabile non prima dell'1 gennaio 2015.

Con successivo decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui all'art.8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L., sono stabilite le disposizioni applicative della norma, con riferimento, in particolare, a:

a) le tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d'imposta;

b) le tipologie di interventi ammessi al beneficio, nell'ambito di quelli di quelle sopra individuate;

c) le procedure per l'ammissione al beneficio, che avviene secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande, nel rispetto dei limiti previsti;

d) le soglie massime di spesa ammissibile per singola voce di spesa sostenuta;

e) le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta.

Per le medesime finalità istitutive della norma, nonché per promuovere l'adozione e la diffusione della “progettazione universale” e l'incremento dell'efficienza energetica, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con proprio decreto da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, previa intesa in sede di Conferenza unificata, aggiorna gli standard minimi, uniformi in tutto il territorio nazionale, dei servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive e delle imprese turistiche, ivi compresi i condhotel e gli alberghi diffusi, tenendo conto delle specifiche esigenze connesse alle capacità ricettiva e di fruizione dei contesti territoriali e dei sistemi di classificazione alberghiera adottati a livello europeo e internazionale.

I maggiori oneri derivanti dalla concessione del credito d'imposta sono stati individuati nel limite massimo complessivo di 20 milioni di euro per l'anno 2015 e di 50 milioni di euro per gli anni dal 2016 al 2019. Una quota pari al 10% del limite massimo complessivo è destinata, per ciascun anno, alla concessione del credito d'imposta in favore delle imprese alberghiere per le spese relative a ulteriori interventi, comprese quelle per l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente agli immobili oggetto degli interventi agevolati, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all'esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del secondo periodo d'imposta successivo.

IL D.M. 7 maggio 2015

L’art. 2, del D.M. 7 maggio 2015, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, Ministero dello sviluppo economico, e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha fornito le definizioni e le tipologie di soggetti e interventi ammissibili al credito d'imposta.

In particolare, per "struttura alberghiera" si intende una struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, nonchè quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali. Il Ministero ha precisato che non rientrano dal punto di vista so