Atti formati mediante corrispondenza: la compensazione di crediti/debiti

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 24 ottobre 2015

il Legislatore dispone, per una specifica categoria di atti e contratti, di regola assoggettati a registrazione in termine fisso, la registrazione solo in caso d’uso se formati mediante corrispondenza: tale normativa permette di risparmiare sull'imposta di registro dovuta; le regole civilistiche e contabili

 

Rapporti di debito/credito: le regole civilistiche e contabili

Secondo quanto previsto dall’art. 1241 c.c., la compensazione si verifica quando due persone sono obbligate una verso l’altra per debiti e crediti reciproci che si estinguono per le quantità corrispondenti.

Si distingue la compensazione legale (art. 1243 c.c.), dalla giudiziale (art. 1243, c.c. co. 2) e dalla volontaria (art. 1252, c.c.).

Come puntualizzato dall’art. 2423-ter c.c. è fatto espresso divieto di operare compensi di partite debitorie e creditorie; tuttavia il Principio Contabile OIC 19, ammette la compensazione nei limiti delle disposizioni legali o contrattuali.

In tali ipotesi la compensazione può essere formalizzata per corrispondenza, a mezzo posta o PEC, nel momento in cui le parti trovino una intesa relativamente alle reciproche posizioni debitorie1.

 

Compensazione di crediti e debiti e contratti di corrispondenza

Le disposizioni del Codice Civile rendono pienamente legittima la formazione dei contratti per corrispondenza, escluso che per talune fattispecie negoziali specificatamente previste dal Codice Civile (art. 1350 c.c.), per le quali occorre invece adottare la forma contrattuale della scrittura privata, pubblica o autenticata.

Secondo quanto sancito dall’art. 1326 c.c., il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte.

Quando la contrattazione avviene tra persone presenti nel medesimo luogo il contratto è concluso nel momento e nel luogo in cui la proposta è accettata.

Se, invece, le parti contrattuali non si trovano nel medesimo luogo (es.: contratti che si formano mediante lettera, telegramma, messaggero o nuncio) l'accordo è raggiunto nel momento in cui la parte che ha fatto la proposta giunge a conoscenza dell'accettazione.

Considerata la difficoltà di provare che il proponente abbia effettivamente ricevuto l'accettazione dell'oblato, il legislatore ha stabilito una presunzione legale di conoscenza, in base alla quale l'accettazione si reputa conosciuta nel momento in cui pervi