La corretta motivazione della sentenza secondo la Cassazione (molto utile per i ricorsi, n.d.r.)

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 4 giugno 2015

segnaliamo le ultime valutazioni della Cassazione in tema di motivazione per relationem, in particolare quando si appalesa il caso in cui la motivazione scritta dal giudice è da considerare carente

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 6741 depositata il 2 aprile 2015, ha respinto il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, affermando che era chiaro e condivisibile il passaggio motivazionale valorizzato dalla commissione regionale, ove si legge: "Quanto alla carenza di motivazione lamentata dalla parte ricorrente, il collegio ritiene legittima la doglianza". A tale conclusione i giudici di merito giungevano del resto attraverso:

- una prima enunciazione dove affermavano che “in caso di accertamento per relationem, è l'ufficio che deve produrre anche il p.v.c. dal quale ha desunto gli elementi di rettifica";

- una seconda enunciazione dove affermavano che "comunque è obbligo dell'ufficio, almeno in sede di contenzioso, produrre il p.v. da cui l'accertamento deriva, per consentire al giudice di avere la motivazione completa dell'atto notificato, mentre nessun obbligo incombe al ricorrente che deve, secondo le disposizioni dell'art. 18, comma 2 - lett. d), del D.Lgs. n. 546/1992, produrre solo l'atto impugnato".

 

Nella specie, infatti, oltre ai profili d'insussistenza della pretesa tributaria addotti nel merito, lo stesso contribuente, sin dal ricorso introduttivo aveva denunciato il deficit formale dell'atto fiscale per carenza di motivazione ravvisata nella mancata allegazione e/o produzione del p.v.c. da parte dall'amministrazione.

Ed anche sotto il profilo meramente processuale, entrambi i profili erano stati accolti dal primo giudice ed entrambi dovevano dunque essere impugnati con l'atto di appello.

Non essendo però questo avvenuto, come aveva correttamente rilevato la commissione regionale, tale circostanza (la mancata allegazione del Pvc richiamato per relationem e dunque il difetto di motivazione), secondo i giudici di legittimità era anche ormai coperta da giudicato.

Essendo del resto “evidente la sconnessione logica e g