Il regime doganale del perfezionamento passivo: invio dei beni all’estero, servizi di lavorazione, reintroduzione dei beni in Italia, sistema degli scambi standard, importazione anticipata, disciplina IVA nazionale

il perfezionamento passivo costituisce un regime doganale economico attraverso il quale merci comunitarie vengono esportate temporaneamente fuori del territorio doganale dell’Unione Europea al fine di essere oggetto di lavorazione o comunque di perfezionamento, per poi essere successivamente reintrodotte in Italia in esenzione totale o parziale dai dazi doganali

Il perfezionamento passivo costituisce un regime doganale economico attraverso il quale merci comunitarie vengono esportate temporaneamente fuori del territorio doganale dell’Unione Europea al fine di essere oggetto di lavorazione o comunque di perfezionamento, per, poi, essere successivamente reintrodotte in Italia in esenzione totale o parziale dai dazi doganali. Di particolare interesse è la reintroduzione dei beni in Italia, in relazione al quale il soggetto vincolato al regime doganale dovrà adempiere a precisi obblighi, descritti in diversi interventi dell’Amministrazione finanziaria.

Il regime del perfezionamento passivo (artt. da 145 a 160 del reg. CEE 2913/1992 – CDC, da 585 a 592 del reg. CEE 2454/1993 – DAC) viene utilizzato laddove si vogliano inviare beni in un Paese extra UE per lavorazioni allo scopo di avvantaggiarsi di un costo della manodopera inferiore a quello praticato in Europa oppure di usufruire di tecnologie più avanzate rispetto a quelle impiegate in tale ultimo contesto territoriale. I diritti doganali (dazi ed IVA) sono dovuti esclusivamente sul valore aggiunto generato dalla lavorazione a cui sono stati sottoposti i beni oggetto di recupero (cd. “prodotti compensatori”).

Invio dei beni all’estero

Con l’invio dei beni all’estero si realizza una esportazione ai fini doganali, con la conseguente eventuale applicazione di dazi all’esportazione, delle misure di politica commerciale e delle altre formalità previste per l’uscita di una merce comunitaria dal territorio doganale della UE.

Con tale invio non si realizza, tuttavia, il passaggio di proprietà relativo ai beni, per cui non può configurarsi una cessione all’esportazione ai sensi dell’articolo 8 del DPR n. 633/1972 (verrà, quindi, emessa una semplice fattura pro-forma).

Non possono essere vincolate al regime di perfezionamento passivo le merci comunitarie aventi le seguenti caratteristiche (articolo 146 del CDC):

  1. beni la cui esportazione determina un rimborso o uno sgravio dei dazi all’importazione;

  2. beni che, prima della loro esportazione, erano state immesse in libera pratica in esenzione totale dai dazi all’importazione in ragione della loro utilizzazione per fini particolari (l’esclusione opera fino a quando sussistano le condizioni per l’applicazione di tale beneficio);

  3. beni la cui esportazione determina la concessione di restituzioni all’esportazione o per le quali è attribuito un diverso beneficio finanziario in ragione della loro esportazione.

Ad ogni modo, per quanto concerne i profili doganali, il soggetto interessato, ossia la persona che fa effettuare le operazioni di perfezionamento, dovrà innanzitutto richiedere una apposita autorizzazione al regime doganale del perfezionamento passivo.

L’autorizzazione viene rilasciata, tuttavia, soltanto laddove sia possibile accertare che i prodotti ottenuti, ossia i prodotti compensatori, coincidano con quelli risultanti dalla lavorazione delle merci in temporanea esportazione (a tal fine, la merce viene identificata per mezzo di foto, campioni, ecc.).

A tale scopo, è, inoltre, necessario che i soggetti richiedenti siano stabiliti nella UE e che la concessione del beneficio del regime di perfezionamento passivo non sia tale da arrecare grave pregiudizio agli interessi essenziali dei trasformatori comunitari (cd. “condizioni economiche”), condizione, quest’ultima, che in linea generale si presume, salva l’esistenza di indicazioni contrarie.

Sussistendo i requisiti, viene, quindi, rilasciata autorizzazione, nella quale l’autorità doganale fissa il termine entro il quale i prodotti compensatori devono rientrare nel territorio doganale della UE (termine, tuttavia, prorogabile previa apposita richiesta).

Deve, inoltre, essere rispettato dall’interessato il tasso di rendimento dichiarato nella domanda di autorizzazione, ossia la quantità o la percentuale di prodotti compensatori ottenuta al momento del perfezionamento da una determinata quantità di merci in temporanea…

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