Il reverse charge in cerca di semplificazioni e chiarimenti in particolare per i servizi di pulizia, demolizione, completamento e installazione di impianti, riferiti ad edifici

di Claudio Sabbatini

Pubblicato il 13 marzo 2015

le novità in tema di reverse charge in edilizia lasciano ancora aperti troppi dubbi sulle effettive casistiche di applicazione

La norma nazionale non trova perfetta corrispondenza con quella comunitaria; ad ogni modo solo una interpretazione semplificatrice farà uscire dall’impasse creato dall’incertezza della terminologia utilizzata dal legislatore.

L’applicazione del reverse charge per i servizi relativi a edifici, come introdotto dalla Legge di stabilità già a far data dalle operazioni effettuate nel 2015, è già divenuto il tormentone di inizio anno.

Il 16 febbraio, giorno di versamento dell’Iva sulle operazioni di gennaio, è passato senza che gli operatori siano stati messi nelle condizioni di conoscere in tempo il comportamento da adottare per i servizi di pulizia, demolizione, completamento e installazione di impianti, riferiti ad edifici (nuovo articolo 17, comma 6, lettera a-ter), D.P.R. 633/1972).

Tanti i dubbi: il concetto di servizi (vi è inclusa anche la progettazione di un impianto da ins