Split payment IVA: le regole per fornitori e pubbliche amministrazioni

Il dottor Nicola Forte ci parlerà di tutte le problematiche dello Split Payment nella videoconferenza del 18 febbraio

Il Dipartimento Finanze ha reso noto, nell’attesa della loro imminente pubblicazione, il testo del DM del Ministero dell’Economia e delle finanze del 23 gennaio 2014, che dà concreta attuazione al meccanismo di split payment, introdotto dai commi 629 e seguenti della Legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), in base al quale per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti di enti pubblici l’imposta sul valore aggiunto deve essere versata direttamente dai medesimi soggetti pubblici.
Si sottolinea che il testo del DM e della relazione illustrativa che lo accompagna hanno il pregio di fornire indicazioni sulle concrete modalità di applicazione operativa del nuovo meccanismo, non riuscendo tuttavia a sciogliere pienamente i dubbi interpretativi emersi nella dottrina all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge n. 190/2014.

Fornitori delle PA
L’articolo 2 del DM specifica che i soggetti passivi fornitori delle pubbliche amministrazioni devono emettere regolarmente la fattura con le indicazioni prescritte dall’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972 (Decreto IVA)apponendo l’annotazione “scissione dei pagamenti” sulla medesima.
Gli stessi fornitori devono procedere alla registrazione della fattura secondo le ordinarie modalità prescritte dagli articoli 23 e 24 dello Decreto IVA, badando bene a non computare come IVA a debito l’imposta indicata nella medesima, la quale, quindi non parteciperà alla liquidazione periodica (a seconda dei casi, mensile o trimestrale).
Per effetto dell’entrata in vigore del nuovo meccanismo di scissione dei pagamenti, viene meno l’applicazione del regime di esigibilità differita dell’imposta, che finora aveva contraddistinto le operazioni con le pubbliche amministrazioni.

Pubbliche amministrazioni
Il nuovo meccanismo di split payment prevede che l’imposta addebitata in fattura dal fornitore deve essere versata dall’amministrazione acquirente sulla base dell’esigibilità dell’imposta stessa.
L’articolo 3 del DM disciplina attentamente il regime di esigibilità dell’imposta, prevedendo che nelle operazioni per le quali trova applicazione il regime di scissione dei pagamenti, l’IVA diventa esigibile al momento del pagamento della fattura. Si concede tuttavia all’amministrazione la facoltà di optare per un’esigibilità dell’IVA al momento della ricezione della fattura.
Naturalmente anche per le pubbliche amministrazioni, per effetto dell’entrata in vigore del nuovo meccanismo di scissione dei pagamenti, sulle operazioni interessate viene meno l’applicazione del regime di esigibilità differita dell’imposta, che finora aveva contraddistinto le operazioni con le pubbliche amministrazioni.
L’articolo 4 del Decreto disciplina le modalità che devono essere seguite per il versamento dell’IVA da parte della pubblica amministrazione acquirente; in questo contesto viene stabilito che il versamento possa essere effettuato, a scelta della medesima, come segue:
a) con un distinto versamento dell’IVA dovuta per ciascuna fattura la cui imposta è divenuta esigibile;
b) in ciascun giorno del mese, con un distinto versamento dell’IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile in tale giorno;
c) entro il giorno 16 di ciascun mese, con un versamento cumulativo dell’IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente.
Ad ogni modo all’articolo 9 del Decreto attuativo si prende atto della necessità di adeguamento dei sistemi informativi …

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