La lotta alla corruzione: tutte le novità

Premessa.

Per comprendere appieno il significato del termine “Corruzione” occorre andare oltre la sua definizione puramente codicistica.
Un normalissimo vocabolario, alla relativa voce recita: decomposizione, disfacimento, perdita, scadimento di valori etici, sinonimo di: depravazione, decadimento, tutti termini che, ontologicamente, ben si addicono al significato proprio del termine, in questo senso si può parlare di un vero e proprio “costo” che la Società deve sostenere.
Propriamente, nella presentazione dell’Atto Senato 19, di iniziativa parlamentare, attualmente all’esame della Commissione referente, concernente “Disposizioni in materia di corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio”, il relatore fornisce la seguente riflessione:
“I costi, anche solo percepiti, del fenomeno corruttivo sono enormi:

quelli «economici» sono stati stimati dalla Corte dei conti (nella relazione del procuratore generale aggiunto per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012) in circa 60 miliardi di euro (ndr pari a circa il 4% del PIL);

particolarmente pesante, poi, è l’impatto di questi costi sulla crescita del Paese, perché la corruzione diffusa altera, innanzi tutto, la libera concorrenza e favorisce la concentrazione della ricchezza in capo a coloro che accettano e beneficiano del mercato della tangente a scapito di coloro che invece si rifiutano di accettarne le condizioni;

la sola discesa nella classifica di percezione della corruzione provoca la perdita del 16 per cento degli investimenti dall’estero;

le imprese che operano in un contesto corrotto e che devono pagare tangenti crescono in media quasi del 25 per cento in meno di quelle che non devono affrontare tale problema; mentre le piccole imprese hanno un tasso di crescita delle vendite di oltre il 40 per cento inferiore rispetto a quelle grandi;

vi sono, poi, i costi indiretti, di non agevole quantificazione economica, ma ugualmente rilevanti, quali quelli derivanti dai ritardi nella definizione delle pratiche amministrative, nonché dal cattivo funzionamento degli apparati pubblici e dei meccanismi previsti a tutela degli interessi collettivi;

non sono da trascurare, infine, i costi di sistema, non misurabili in termini economici, ma fondamentali perché minano i valori che tengono insieme l’assetto democratico, quali, tra gli altri, l’eguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e la legittimazione democratica delle stesse”.

La corruzione, è una ormai piaga onnipresente che non risparmia nessun Paese al mondo.
È un fenomeno assai diffuso laddove “il potere legislativo o il potere giudiziario sono deboli, dove non vengono osservate le regole dello Stato di diritto, dove il clientelismo è diventato norma, dove l’amministrazione statale manca di indipendenza e di professionalità e dove la società civile è avvinta nella corruzione o non dispone di mezzi per esercitare pressione contro le varie forme di corruttela”1.
L’impatto della corruzione sull’economia è a dir poco devastante, soprattutto su quella nazionale già colpita dalle conseguenze della crisi economica.
In Italia quello delle infrastrutture, in particolare degli appalti pubblici, è il settore in cui la corruzione risulta più diffusa; dato che le risorse in gioco sono cospicue.
Nel solo caso delle grandi opere pubbliche la corruzione (comprese le perdite indirette) è stimata a ben il 40% del valore totale dell’appalto.
Il danno di tale fenomeno riverbera i suoi effetti su più settori: da quello etico a quello economico, con un sistema premiante per le imprese inefficienti a discapito di quelle sane, per proseguire con quello della credibilità delle Istituzioni e, per finire, dell&rsquo…

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