Il bonus per investimenti per beni strumentali nuovi

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 15 settembre 2014

analisi dell'agevolazione di acquisto di beni strumentali (impianti e macchinari) nuovi: il caso dell'acquisto mediante leasing; esempi di calcolo del credito d'imposta

Premessa generale

Il Decreto Competitività n. 91-2014 , convertito nella Legge n. 116-2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.192 del 20 agosto 2014. Senza dubbio una delle norme più interessanti per le imprese è rappresentata dal credito d'imposta pari al 15% degli investimenti in beni strumentali nuovi appartenenti alla divisione 28 della tabella Ateco 2007. Nel prosieguo del contributo si analizza l'applicazione pratica dell'agevolazione.


I SOGGETTI CHE HANNO DIRITTO AL BONUS

Soggetti ammessi

Possono beneficiare dell’agevolazionetutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 ovvero: imprese individuali; imprese familiari;enti commerciali pubblici o privati; società di persone (snc, sas); enti non commerciali in relazione all’attività commerciale; società di capitali (spa, srl, sapa); società cooperative e società consortili; società di fatto e stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

 

Soggetti esclusi

Sono esclusi dall’incentivo: professionisti e studi associati;le persone fisiche esercenti attività agricola;enti non commerciali se non titolari di reddito d’impresa;le società semplici;-condomini.

 

I BENI STRUMENTALI CHE DANNO DIRITTO AL BONUS

Possono usufruire del credito d’impostagli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della Tabella ATECO 2007 effettuati nel periodo compreso dal 25/06/2014 al 30/06/2015 con l'esclusione dei beni di importo unitario inferiore a euro 10.000 (sono esclusi i beni immateriali, i costi pluriennali e gli immobili). Deve trattarsi quindi di beni nuovi e tali attrezzature/Macchinari devono essere utilizzate in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. L’Agenzia delle Entrate con la CM 44/2009 ebbe modo di chiarire che al fine di individuare i beni agevolabili rileva il solo investimento (tipologia del bene) a prescindere dal codice Ateco con il quale è inquadrato il soggetto cedente. La CM 44/2009 aveva inoltre stabilito che l'investimento in un nuovo bene complesso non compreso nella divisione 28, costituito anche da nuovi macchinari e apparecchiature compresi nella suddetta divisione , è agevolabile nel limite del costo riferibile ai beni compresi se oggettivamente individuabili e non destinati alla vendita.

 

CREDITO D’IMPOSTA PARI AL 15% DEGLI INVESTIMENTI RISPETTO ALLA MEDIA DEI 5 ANNI PRECEDENTI

Il credito d'imposta spetta a tutti i soggetti che effettuanoinvestimenti in beni strumentali nuovicompresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 (macchinari e impianti, esclusi gli immobili), destinati a strutture produttive ubicate in Italianel periodo compreso dal 25/06/2014 e fino al 30/06/2015 (sono esclusi tuttavia gli investimenti di importo unitario inferiore a euro 10.000).

Il credito d'imposta spetta nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei 5 periodi di imposta precedenti (2009-2013 per gli investimenti 2014) con facoltà di escludere dal calcolo il periodo in cui l'investimento è stato maggiore. I beni inferiore ai 10.000 euro, i beni usati e quelli non appartenenti alla divisione 28 oggetto del decreto non entrano nel calcolo della media; il contributo conto impianti va detratto sia dal valore degli investimenti effettuati e sia dal calcolo della media. Il credito è da utilizzarsi in compensazione mediante modello F24 (la prima quota annuale è utilizzabile dal 1° gennaio del secondo periodo d'imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l'investimento ovvero per gli investimenti effettuati nel 2014 dal 01/01/2016); una novità consiste nella possibilità di superare il tetto di 250.000 euro ai fini della compensazione da evidenziare attraverso l’utilizzo del modello F24 (in passato tuttavia l’agevolazione Tremonti-Ter prevedeva un beneficio del 50% anziché del 15%).

Il bonus spetta anche alle imprese che hanno iniziato l’attività da meno di 5 anni e, nel caso di specie, la media che rileva ai fini del beneficio è quella risultante dagli investimenti realizzati in tutti i periodi di imposta precedenti con l'esclusione dell'annualità più alta. Anche le imprese “nuove”, ossia quelle costituite dopo il 25/06/2014 possono beneficiare del bonus per il valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta (caso analogo anche per quelle costituite nel 2013 che potendo scartare l'annualità di fatto possono usufruire del credito su tutti gli investimenti effettuati a far data dal 25 giugno 2014).

Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi (quadro RU) relativa al periodo d’imposta di riconoscimento del bonus e nelle dichiarazioni relative ai periodi successivi nei quali è utilizzato. Il Bonus non è imponibile IRPEF/IRES e non rileva ai fini della base imponibile IRAP. Vi è da dire che se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impr