Le agevolazioni per le start-up innovative

Con la risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-03007 del 18 giugno 2014, tramite il Sottosegretario alle Finanze, sono stati forniti interessanti chiarimenti in merito all’applicazione delle agevolazioni tributarie in favore delle imprese start-up.

Nell’interrogazione al Ministero dell’economia e delle finanze venivano chiesti alcuni chiarimenti in materia di start-up; vediamo di analizzare, quindi, la risposta fornita dal Ministero.

La normativa di riferimento

L’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, introduce alcune agevolazioni fiscali per gli anni 2013-2015, in favore di persone fisiche e persone giuridiche che intendono investire nel capitale sociale di imprese «start-up innovative», direttamente o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (Fondi comuni di investimento e SICAV) o di altre società che investono prevalentemente in start-up innovative.

Le agevolazioni

Le persone fisiche possono detrarre dall’IRPEF una percentuale delle somme investite nel capitale sociale delle predette imprese, mentre i soggetti IRES possono dedurre dall’imponibile parte delle predette somme investite nel capitale sociale di imprese start-up innovative. Tali somme saranno dunque esenti da imposizione; in particolare, il citato articolo 29 dispone che, per gli anni 2013, 2014 e 2015, i soggetti passivi IRPEF possono fruire di una detrazione d’imposta pari al 19% delle somme investite nel capitale sociale di una o più start-up innovative, direttamente o per il tramite di OICR che investano prevalentemente in start-up innovative; tale percentuale si innalza al 25 per cento per le start-up a vocazione sociale o operanti in ambito energetico; l’investimento massimo detraibile non può eccedere l’importo di 500.000 euro per ciascun periodo d’imposta, con il vincolo che deve essere mantenuto per almeno 2 anni.

Qualora l’investimento venga ceduto, anche parzialmente, prima del decorso di tale termine, il contribuente decade dal beneficio con l’obbligo di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali; per quanto concerne gli incentivi in favore delle persone giuridiche soggetti IRES, il medesimo articolo 29 prevede che, per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, il 20 per cento della somma investita nel capitale sociale di una o più imprese start-up innovative, direttamente ovvero per il tramite di OICR o altre società che investano prevalentemente in imprese start-up innovative, non concorra alla formazione del reddito dei soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES) diversi da imprese start-up innovative. La suindicata deduzione sale al 27% per le start-up a vocazione sociale o operanti in ambito energetico; analogamente a quanto previsto per le persone fisiche, per poter fruire dell’agevolazione l’investimento deve essere mantenuto per almeno due anni e in caso di cessione, anche parziale, dell’investimento prima di tale termine il beneficio decade e va recuperato a tassazione l’importo dedotto, maggiorato degli interessi legali; in ogni caso l’importo massimo deducibile non può superare, in ciascun periodo d’imposta, 1.800.000 euro.

Definizione di star-up

Ai sensi dell’articolo 25, del decreto-legge n. 179 del 2012, per start-up si intendono le società di capitali non quotate e residenti o soggette a tassazione in Italia, che:

  • sono detenute direttamente e almeno al 51 per cento da persone fisiche;

  • sono in attività da non più di 48 mesi;

  • hanno sede principale dei propri affari e interessi in Italia;

  • hanno un fatturato non superiore a 5 milioni di euro;

  • non distribuiscono utili;

  • hanno per oggetto sociale lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi, ad alto valore tecnologico;

  • non sono costituite da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;

  • destinano almeno il 30% della spesa ad attività…

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