Inerzia della pubblica amministrazione e diritto al risarcimento

di Vincenzo Mirra

Pubblicato il 4 luglio 2014

dal 2013 è stato disciplinato l’indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento nel caso in cui la Pubblica Amministrazione si dimostri inerte (Fabrizio Stella e Vincenzo Mirra)
  1. Premessa

L’articolo 28 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 2013 ha disciplinato l’indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento.

Il provvedimento, nel dettaglio, è stato:

  • in prima lettura, rubricato alla Camera dei Deputati come Atto n. 1248, concludendo l’esame in Assemblea il 26 luglio 2013;

  • in seconda lettura, rubricato al Senato come Atto n. 974, concludendo l’esame in Assemblea il 7 agosto 2013;

  • in terza lettura, infine, definitivamente approvato dall’Assemblea della Camera dei Deputati, Atto n. 1248-B, il 9 agosto 2013;

  • convertito, quindi, con la legge n. 98 del 9 agosto 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 2013.

Esaminiamo, di seguito, il contenuto e la portata innovativa della norma in esame.



  1. L’articolo 28 - Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento

La norma presente al Capo I - Misure per la semplificazione amministrativa del Titolo II – Semplificazioni, prevede:

  • al comma 1 che la Pubblica Amministrazione competente, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo iniziato ad istanza di parte, per il quale sussiste l'obbligo di pronunziarsi, con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, corrisponde all'interessato, a titolo di indennizzo per il mero ritardo, una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo con decorrenza dalla data di scadenza del termine del procedimento, comunque complessivamente non superiore a 2.000 euro;

  • al comma 2 che, al fine di ottenere l'indennizzo, l'istante è tenuto ad azionare il potere sostitutivo previsto dall'art. 2, c. 9-bis, della legge n. 241 del 1990 nel termine perentorio di venti giorni dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.

Nel caso di procedimenti in cui intervengono più amministrazioni, l'interessato presenta istanza all'amministrazione procedente, che la trasmette tempestivamente al titolare del potere sostitutivo dell'amministrazione responsabile del ritardo. I soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, della medesima legge individuano a tal fine il responsabile del potere sostitutivo;

  • al comma 3 che, nel caso in cui anche il titolare del potere sostitutivo non emani il provvedimento nel termine di cui all'articolo 2, comma 9-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241, o non liquidi l'indennizzo maturato fino alla data della medesima liquidazione, l'istante può proporre ricorso ai sensi dell'articolo 117 del codice del processo amministrativo di cui all'Allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e successive modificazioni, oppure, ricorrendone i presupposti, dell'articolo 118 dello stesso codice;

  • al comma 4 che, nel giudizio di cui all'articolo 117 del codice di cui all'Allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e successive modificazioni, può proporsi, congiuntamente al ricorso avverso il silenzio, domanda per ottenere l'indennizzo.

In tal caso, anche tale domanda è trattata con rito camerale e decisa con sentenza in forma semplificata;

  • al comma 5 che, nei ricorsi di cui al comma 3, nonché nei giudizi di opposizione e in quelli di appello conseguenti, il contributo unificato è ridotto alla metà e confluisce