Il finanziamento ad una SRL da parte di un privato

DA CHI POSSONO OTTENERE FINANZIAMENTI LE SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA?

Tralasciando la novità dei “Mini Bond” / cambiali finanziarie, che devono ancora essere digerite dal mondo delle PMI e che saranno oggetto di sviluppo probabilmente nel futuro prossimo, attualmente le società a responsabilità limitata ottengono finanziamenti prevalentemente dal sistema bancario in quanto è l’unico autorizzato ad effettuare raccolta di risparmio tra il pubblico.

 

Vi sono tuttavia altre possibilità che consentono il finanziamento alla Srl nel rispetto della normativa bancaria vigente.

L’articolo 2 della delibera del C.I.C.R. (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) infatti prevede che:

Non costituiscono raccolta del risparmio tra il pubblico quella effettuata:

in connessione all’emissione di moneta elettronica;

presso soci, dipendenti o società del gruppo secondo le disposizioni della presente delibera;

sulla base di trattative personalizzate con singoli soggetti, mediante contratti dai quali risulti la natura di finanziamento.”

FINANZIAMENTI ALLA S.R.L. DA PARTE DI SOCI E IMPRESE INFRAGRUPPO – sintesi

Le condizioni affinché i finanziamenti soci/infragruppo non siano considerati raccolta del risparmio tra il pubblico possono essere così sintetizzate:

– non sono sottoposti ad alcun vincolo i finanziamenti effettuati infragruppo, cioè tra controllanti, controllate, collegate (ai sensi dell’art. 2359) e presso controllate da una stessa controllante, e comunque quelli effettuati all’interno di un medesimo gruppo;

– la richiesta di finanziamento rivolta a i soci, anche attraverso una serie di operazioni che realizzino un rapporto finanziario stabile tra soci e società, non costituisce raccolta di risparmio a condizione che:

a) la possibilità di finanziamento soci sia prevista nello statuto sociale;

b) i soci che effettuano il finanziamento risultino iscritti nel libro soci da almeno tre mesi (o presso il Registro delle Imprese se il libro soci non è tenuto in quanto non obbligatorio per legge);

c) i soci che effettuano il finanziamento detengano una partecipazione di almeno il 2% del capitale sociale.

Qualora i soci non rispettino i predetti requisiti (ad esempio è spesso necessario procedere a finanziamenti soci in sede di start-up), si può ricorrere comunque alla casistica indicata nel successivo paragrafo.

FINANZIAMENTI DA PARTE DI SINGOLI SOGGETTI

In questo caso, il sopra citato articolo 2 della Delibera Cicr del 19.07.2005 prevede che il prestito sia stipulato con un soggetto singolo (persona fisica o giuridica) mediante trattative private.

Per soggetto singolo si intende qualsiasi persona fisica o giuridica.

Possono usufruire di questa possibilità anche i soci che non rispettano i requisiti previsti nel precedente paragrafo.

Per trattativa “privata” si intende un contradditorio tra mutuante e mutuatario e non una offerta pubblica da parte di uno dei due soggetti. In particolare il mutuante deve essere molto attento a osservare questa condizione per rispettare la legge bancaria.

La presenza di una trattativa presuppone inoltre che vi sia un ragionamento tra le parti ed è inoltre necessario stabilire la natura del finanziamento e pare inevitabile prevederne la fruttuosità.

Sugli interessi (similarmente a quanto avviene per i finanziamenti soci) è dovuta la ritenuta del 26%:

– a titolo d’acconto se il socio è persona fisica che non detiene la partecipazione come impresa residente;

– a titolo d’imposta se il socio, indifferentemente persona fisica o giuridica, è un soggetto non residente, salvo specifiche disposizioni delle convenzioni bilaterali sulla doppia imposizione;

– nessuna ritenuta se il socio è persona giuridica (finanziamenti tra società) o fisica che detiene la partecipazione come impresa, in quanto tassati come reddito di impresa;

La Cassazione confermando la necessità di vincere la presunzione, ritiene obbligatorio il versamento della ritenuta anche sugli interessi…

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