La cooperazione amministrativa nel settore fiscale: approvate le nuove misure europee nella lotta all’evasione transnazionale

di Fabrizio Stella

Pubblicato il 18 gennaio 2014

il Governo ha approvato, all’esame preliminare, il decreto legislativo in attuazione della direttiva dell’Unione Europea n.2011/16/UE; il provvedimento reca una nuova disciplina in materia di cooperazione nel settore fiscale e lotta all’evasione fiscale (a cura Fabrizio Stella e Antonio Federico)

La direttiva 2011/16/UE abroga la direttiva 77/799/CEE e stabilisce nuove norme e procedure in relazione alla cooperazione tra i paesi dell’Unione europea (UE) ai fini dello scambio di informazioni pertinenti per l’amministrazione e l’applicazione delle leggi nazionali nel settore fiscale.

Come riportato nei considerando della direttiva, una diversa regolamentazione della materia si è resa necessaria in quanto “nell'era della globalizzazione la necessità per gli Stati membri di prestarsi assistenza reciproca nel settore della fiscalità si fa sempre più pressante. La mobilità dei contribuenti, il numero di operazioni transfrontaliere e l'internazionalizzazione degli strumenti finanziari conoscono un'evoluzione considerevole, che rende difficile per gli Stati membri accertare correttamente l'entità delle imposte dovute. Questa difficoltà crescente si ripercuote negativamente sul funzionamento dei sistemi fiscali (…) Per ovviare agli effetti negativi di questo fenomeno è indispensabile mettere a punto una nuova cooperazione amministrativa fra le amministrazioni fiscali dei diversi Stati membri”.

Il 21 novembre 2013 il Governo ha approvato, all’esame preliminare, il decreto legislativo di recepimento della direttiva 2011/16/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla Cooperazione Amministrativa nel settore fiscale, che abroga la direttiva77/799/CEE relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette e di imposte sui premi assicurativi1.

Si tratta di una vera e propria “rivoluzione copernicana” nel settore della cooperazione amministrativa che consentirà di accentuare, con strumenti incisivi, la lotta all’evasione fiscale transnazionale.

Le nuove norme estendono l’ambito soggettivo di applicazione a tutte le persone fisiche e giuridiche, inclusi istituti giuridici quali trust, fondazioni e fondi di investimento, aprendo anche ad “eventuali nuove realtà che possano sorgere negli Stati membri”.



  1. Le direttive comunitarie.

A livello comunitario, la citata direttiva 2011/16/UE, adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 15 febbraio 2011, ha abrogato la previgente direttiva 77/799/CEE, con effetto dal 1° gennaio 2013.

La nuova direttiva, recepita con il presente decreto legislativo, impone scadenze temporali da rispettare, prevede, in tal senso, che l’Autorità interpellata comunichi le informazioni al più presto e comunque entro sei mesi dalla data di ricevimento della richiesta, rappresenta lo strumento da applicarsi alle imposte dirette e indirette non ricompresse dalla vigente normativa dell’Unione.

Le prescrizioni della nuova normazione operano in un ambito di applicazione della cooperazione amministrativa tra Stati Membri più ampio rispetto a quello previsto precedentemente.

Ad adiuvandum, si rammenti, comunque, che accanto allo scambio di informazioni, come evidenziato dalla stessa Agenzia delle Entrate con la circolare n. 25 del 31 luglio 2013 “Prevenzione e contrasto dell’evasione – Anno 2013 – Indirizzi operativi”, sussistono ulteriori strumenti di cooperazione internazionale, rappresentati dalla “collaborazione tra funzionari e dai controlli simultanei” ed i controlli multilaterali ambito Programma Fiscalis.



  1. Esame del decreto.

Il provvedimento consta di complessivi 12 articoli, che andiamo nel seguito ad esaminare.

    1. L’articolo 1 individua l’ambito oggettivo di applicazione della cooperazione amministrativa riferendosi alle imposte di qualsiasi tipo riscosse, da o per conto dell’amministrazione finanziaria e delle ripartizioni territoriali, comprese le autorità locali.

La norma, inoltre, da un lato garantisce uno scambio di informazioni ampio e dall’altro impedisce che gli Stati membri possano procedere a generiche richieste di informazioni non pertinenti alle questioni fiscali del contribuente.

Infine le disposizioni del decreto in esame non si applicano ai contributi previdenziali obbligatori, all’imposta sul valore aggiunto, ai dazi doganali o alle accise ed ai diritti, quali quelli per certificati e altri documenti rilasciati da autorità pubbliche e alle tasse di natura contrattuale, quale corrispettivo per pubblici servizi.

    1. Nell’articolo 2 è specificato il significato di alcuni termini utilizzati nel provvedimento: in particolare precisa l’ambito soggettivo di applicazione della cooperazione amministrativa, includendo tutte le persone fisiche e giuridiche (anche istituti giuridici tradizionali quali trust, fondazioni e fondi di investimento).

Inoltre assume anche particolare rilevanza, da un punto di vista organizzativo, la differenza tra “ufficio centrale di collegamento”, quale organo designato come responsabile principale dei contatti con gli altri Stati Membri nel settore della cooperazione amministrativa e “servizio di collegamento” ovvero, qualsiasi ufficio, diverso dall’ufficio centrale di collegamento che è stato designato per procedere a scambi diretti di informazioni.

    1. L’articolo 3 definisce il sistema organizzativo di gestione da parte dell’amministrazione finanziaria della cooperazione amministrativa in materia fiscale.

L’autorità competente per il territorio nazionale è il Direttore Generale delle Finanze che, con apposito provvedimento, designa l’ufficio centrale di collegamento e i servizi di collegamento, tuttavia l’ufficio centrale di collegamento ed i servizi di collegamento sono ricompresi nell’ambito degli uffici già esistenti presso il Dipartimento delle finanze, le Agenzie fiscali e la Guardia di Finanza.

    1. L’articolo 4, in materia di scambio di informazioni su richiesta, attribuisce ai servizi di col