Finanziamenti soci: la comunicazione potrebbe non essere (così) obbligatoria...

 
Con il solito tempismo a cui siamo ormai abituati l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 27 novembre 2013 le istruzioni e il modello per effettuare entro il 10 dicembre la comunicazione dei BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI E FINANZIAMENTI, CAPITALIZZAZIONI E APPORTI EFFETTUATI DAI SOCI O FAMILIARI DELL’IMPRENDITORE NEI CONFRONTI DELL’IMPRESA (ai sensi dell’articolo 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148)
 
In questo scritto vogliamo sollevare il dubbio se si debba procedere alla comunicazione dei finanziamenti in caso di non utilizzo di beni e valutare l’impatto sanzionatorio nel caso l’Ufficio contesti un eventuale omissione o incompleta compilazione del modello.
Per fare ciò si ritiene utile ricostruire la genesi del provvedimento.
 
Il provvedimento è il DL 138 del 13 agosto 2011 che prevede all’articolo 2 commi:
“36-terdecies. All’articolo 67, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, dopo la lettera h-bis), è inserita la seguente:
«h-ter) la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione
in godimento di beni dell’impresa a soci o familiaridell’imprenditore».
36-quaterdecies. I costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o
familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del
diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile.
36-quinquiesdecies. La differenza tra il valore di mercato e ilcorrispettivo annuo
concorre alla formazione del reddito imponibile del socio o familiare utilizzatore ai sensi
dell’articolo 67, comma 1, lettera h-ter), del testo unico delle imposte sui redditi, introdotta
dal comma 36-terdecies del presente articolo.
 
36-sexiesdecies. Al fine di garantire l’attività di controllo, nelle ipotesi di cui al comma 36-quaterdecies l’impresa concedente ovvero il socio o il familiare dell’imprenditore comunicano all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono individuati modalità e termini per l’effettuazione della predettacomunicazione.
Per l’omissione della comunicazione, ovvero per la trasmissione della stessa con dati incompleti o non veritieri, è dovuta, in solido, una sanzione amministrativa pari al 30 per cento della differenza di cui al comma 36-quinquiesdecies. Qualora, nell’ipotesi di cui al precedente periodo, i contribuenti si siano conformati alle disposizioni di cui ai commi 36-quaterdecies e 36-quinquiesdecies, è dovuta, in solido, la sanzione di cui all’articolo 11,comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
36-septiesdecies. L’Agenzia delle entrate procede a controllare
sistematicamente la posizione delle persone fisiche che hanno
utilizzato i beni concessi in godimento e ai fini della ricostruzione
sintetica del reddito tiene conto, in particolare, di qualsiasi forma di
finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società.
36-duodevicies. Le disposizioni di cui ai commi da 36-terdecies a 36-septiesdecies si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui ai commi da 36-terdecies a 36-septiesdecies.”
Dalla lettura della norma, commi scritti in …

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