Bonus assunzioni: i rischi da evitare per non perdere l'agevolazione

L’art. 4, c. 12, lett. b, della Legge di Riforma del Mercato del lavoro dispone che gli incentivi alle assunzioni previsti dall’ordinamento nazionale (assunzione di disoccupati di lunga durata e assunzioni dalle liste di mobilità) non spettano in tutti quei casi in cui il datore di lavoro non è libero di scegliere chi assumere.

Gli incentivi in parola non spettano, tra l’altro, se non è stata preventivamente offerta la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine. In altre parole, “gli incentivi non spettano né nell’ipotesi in cui viene assunto il lavoratore nei cui confronti sussisteva un obbligo di assunzione né nell’ipotesi in cui viene assunto un lavoratore diverso da quello nei cui confronti sussisteva un obbligo di assunzione” (INPS circ. n. 137/2012).

Il diritto di precedenza, che spetta ad un lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine, è stato oggetto di apposito studio dei consulenti del lavoro (Circolare Fondazione Studi Consulenti del lavoro 6.11.2013 n. 15) e che di seguito si ripropone nei suoi principali contenuti. In primo luogo, viene osservato che il diritto di precedenza interessa l’azienda sotto diversi punti di vista, atteso che nella legislazione nazionale si rinvengono diversi e differenti diritti di precedenza. Tra i principali vengono evidenziati, al riguardo:

  • l’articolo 15 della legge n. 264 del 29 aprile 1949, in forza del quale spetta un diritto di precedenza nelle assunzioni (a tempo determinato e indeterminato) in favore dell’ex dipendente a tempo indeterminato, che sia stato oggetto, negli ultimi sei mesi, di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa o di licenziamento collettivo per riduzione di personale;

  • l’articolo 5 del decreto legislativo n. 368 del 6 settembre 2001, in forza del quale spetta un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato in favore dell’ex dipendente a tempo determinato, il cui rapporto sia cessato negli ultimi dodici mesi; per i lavoratori stagionali il medesimo articolo dispone inoltre il diritto di precedenza a favore del lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di attività stagionali rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali

Nella citata circolare, i consulenti del lavoro hanno delimitato la loro analisi al solo diritto di precedenza nei contratti a termine e nei contratti stagionali, previsto dal predetto art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001. Dalla lettura del testo completo della suddetta disposizione si evince, tra l’altro, che:

  • al lavoratore a termine, che abbia prestato attività lavorativa per oltre 6 mesi, spetta la possibilità di rivendicare l’assunzione a tempo indeterminato alle dipendenze del medesimo datore di lavoro nei 12 mesi successivi alla scadenza del previo rapporto, nell’ipotesi di nuovi inserimenti effettuati «con riferimento alle mansioni già espletate»;

  • al lavoratore stagionale a termine, in cumulo con il diritto succitato, spetta un ulteriore diritto di precedenza rispetto a successive assunzioni a termine per le medesime attività stagionali.

Si tratta di due prelazioni che operano per un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro rispettivamente 6 mesi (lavoratore a termine) e 3 mesi (lavoratore stagionale).

Ne consegue che, il diritto di precedenza previsto per i lavoratori cessati da un rapporto a termine non sorge automaticamente in capo al lavoratore per il solo fatto che il rapporto intercorrente con il datore di lavoro sia cessato in un arco di tempo di dodici mesi precedenti alla nuova assunzione…

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