Le comunicazioni IVA nel contratto d’affitto dell’azienda

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 9 ottobre 2013

una guida pratica agli adempimenti ed alle comunicazioni obbligatorie ai fini IVA da eseguire al momento di sottoscrizione di un contratto di affitto d'azienda (o di ramo d'azienda)

L’art. 35 del DPR 633/72 prevede l’obbligo di presentazione di un’apposita dichiarazione da parte del contribuente nei casi di inizio, variazione e cessazione dell’attività, indirizzata alla competente Agenzia delle Entrate (modello AA9/11 per le persone fisiche o AA7/11 per i soggetti diversi dalle persone fisiche). Detta comunicazione è dovuta anche in caso di affitto di azienda o di un suo ramo. Nello specifico, per quanto riguarda la figura del concedente (affittante), occorre distinguere preliminarmente le seguenti due ipotesi:

  • a seguito dell’affitto dell’unica azienda il concedente perde la qualifica di imprenditore;

  • l’affitto di azienda non comporta l’estinzione del soggetto concedente il quale continua ad operare, attraverso la gestione di un altro ramo d’azienda.

Nella prima ipotesi (affitto dell’unica azienda dell’imprenditore individuale), il soggetto che concede in affitto l’unica azienda perde la qualifica di soggetto passivo IVA, pur continuando a mantenere il numero di partita IVA: la posizione Iva verrà riattivata, infatti, al termine del contratto di affitto qualora il concedente, rientrato in possesso dell'unica azienda, decida di proseguire la propria attività imprenditoriale.

Da un punto di