Il trasferimento a titolo gratuito - donazione - di quote sociali

Premessa

La donazione di quote sociali è una delle modalità attraverso cui l’imprenditore realizza il passaggio generazionale dell’impresa a favore dei familiari.

Infatti la circolazione delle partecipazioni societarie consente di attuare il passaggio generazionale dell’impresa gestita indirettamente tramite la partecipazione in una struttura societaria.

Posta l’assenza di corrispettività, la tassazione dei trasferimenti a titolo gratuito delle quote societarie avviene secondo criteri diversi da quelli stabiliti per la tassazione dei trasferimenti a titolo oneroso.

 

Disciplina delle imposte sui redditi

In relazione alle conseguenze fiscali della donazione di partecipazioni societarie nel sistema delle imposte sui redditi, bisogna in primis individuare la qualifica soggettiva di colui che effettua la donazione.

Se, infatti, il donatario è un soggetto imprenditore e le partecipazioni societarie sono detenute nell’esercizio della impresa (e non, invece, nella propria sfera personale), la donazione delle stesse è in grado di integrare una fattispecie realizzativa ai sensi degli articoli 85 e 86 TUIR.

Come previsto dalle predette norme, la “destinazione a finalità estranee” di un bene d’impresa comporta una fattispecie avente autonoma rilevanza reddituale, ovvero che può comportare l’emersione di componenti soggette a tassazione. Unica soluzione di favore può essere data dall’applicazione della PEX nel caso in cui siano presenti le condizioni di cui all’art. 87 TUIR.

Se, dunque, la partecipazione donata era stata iscritta, nel bilancio dell’imprenditore, quale immobilizzazione finanziaria, risultando dunque un bene strumentale, la cessione gratuita potrà comportare l’emersione di plus/minusvalenze (determinate in base alla differenza tra valore di mercato della partecipazione e costo fiscalmente riconosciuto).

Se, invece, la partecipazione era stata iscritta nell’attivo circolante, risultando allora un bene merce, la cessione gratuita determinerà l’emersione di un ricavo pari al valore di mercato della partecipazione medesima.

 

Nota bene

E’ quindi da sottolineare che, mentre il passaggio generazionale attuato attraverso la donazione dell’azienda, trova un regime sicuramente favorevole, quale quello di neutralità di cui all’art. 58, Tuir, lo stesso non accade se tale passaggio generazionale avviene attraverso la cessione gratuita di un pacchetto azionario, detenuto da un imprenditore.

Qualora la donazione delle partecipazioni societaria venga effettuata da una persona fisica che non esercita attività d’impresa, la stessa non comporta invece alcun onere fiscale ai fini dell’imposizione diretta. Infatti, ai sensi dell’art. 67 TUIR, i redditi diversi conseguibili da persone fisiche non nell’esercizio di impresa e per effetto di cessioni di partecipazioni, sono soggetti a tassazione in presenza di cessione a titolo oneroso e non, invece, quando avvenga a titolo gratuito.

 

Imposte sulle donazioni: presupposti per l’esenzione

Per esaminare il caso della donazione di quote sociali sotto il profilo dell’imposizione delle imposte sulle donazioni occorre partire dalla casistica di donazione azienda.

Viene assicurata l’esenzione dall’imposta a condizione che il donatario, che deve essere obbligatoriamente un discendente del disponente, prosegua l’esercizio dell’attività d’impresa (o detenga il controllo della società) per almeno cinque anni dalla data del trasferimento (vedi art 1, c. 78 lett. a) Legge Finanziaria 2007 che ha introdotto nell’art. 3, Dlgs. 346/1990, il nuovo comma 4-ter).

Al riguardo, la C.M. 22 gennaio 2008, n. 3/E ha chiarito che tale requisito si riferisce al trasferimento d’azienda (o di un suo ramo), mentre la conservazione del controllo per 5 anni si riferisce al solo trasferimento di quote sociali o di azioni.

L’agevolazione si applica anche quando la partecipazione di controllo posseduta dal “dante causa” sia frazionata tra più discendenti, ma solo per l’attribuzione che consente…

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