Comunicazione specifica per i finanziamenti soci alle società

In linea con l’annunciato obiettivo della semplificazione degli adempimenti in materia fiscale per imprese e professionisti, l’Agenzia delle Entrate ha emanato due provvedimenti direttoriali (prot. 94902 e 94904 del 2 agosto 2013) con i quali sono state definite le modalità e i termini per la comunicazione, all’Anagrafe tributaria, dei dati relativi ai beni concessi in godimento a soci o familiari familiari (art. 2 c. 36-sexiesdecies del D.L. n. 138/2011) e dei dati relativi ai soci o familiari che effettuano finanziamenti o capitalizzazioni nei confronti dell’impresa (art. 2 c. 36-septiesdecies,del D.L. n. 138/2011).
Prima, però, di entrare nel merito dei contenuti dei predetti provvedimenti, il primo aspetto da segnalare riguarda la soppressione dell’obbligo in questione per l’anno 2011, poiché entrambi i provvedimenti prevedono l’adempimento comunicativo soltanto a partire dal 2012. Pertanto, nulla dovrà essere comunicato, all’Anagrafe tributaria, relativamente al periodo d’imposta 2011. Importanti novità sono state previste anche in relazione ai termini per l’invio delle comunicazioni in esame: nei provvedimenti direttoriali è previsto, infatti, che, per l’anno 2012, il termine è fissato al 12 dicembre 2013 e non più, quindi, al 15.10.2013. A regime, invece, la scadenza è fissata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, ovvero 30 aprile 2014 per le comunicazioni relative al 2013.
Il primo provvedimento in analisi, relativo ai beni concessi in godimento a soci o familiari, ribadisce che l’obbligo di comunicazione può essere assolto, alternativamente, dall’impresa concedente o dal familiare dell’imprenditore e che detta comunicazione è necessaria anche quando i beni sono concessi in godimento dall’impresa ai soci (o familiari) di società appartenenti al medesimo gruppo. Sono esclusi dall’obbligo in parola, i professionisti, le associazioni professionali, le società semplici, gli enti non commerciali che non esercitano un’attività d’impresa e le società agricole produttive di soli redditi fondiari.
La novità apportata dal provvedimento in commento è che la comunicazione in esame è dovuta solo nel caso in cui sussiste una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento. In altri termini, qualora il corrispettivo pagato dal socio per l’utilizzo di un determinato bene aziendale risulti essere in linea (o superiore al valore di mercato), alcuna comunicazione dovrà essere inviata all’anagrafe tributaria: la comunicazione beni ai soci è dovuta, quindi, solo in presenza di un reddito diverso tassato in capo al socio utilizzatore del bene. Il provvedimento in esame precisa, altresì, che, la comunicazione deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel periodo d’imposta. L’obbligo della comunicazione sussiste, anche, qualora il bene sia stato concesso in godimento in periodi precedenti, ma il suo utilizzo continua a permanere anche nell’anno di riferimento della comunicazione. In altre parole, devono essere comunicati tutti i beni dell’impresa concessi al socio ( o ad un suo familiare) nel periodo d’imposta 2011 ( e precedenti), il cui possesso ed utilizzo si è protratto anche nel 2012 (primo anno di riferimento dell’obbligo della comunicazione).
Evitano, invece, la comunicazione in esame, tutti i beni che i soci utilizzano nella loro funzione di amministratori, dipendenti o lavoratori autonomi. Deve trattarsi, quindi, di utilizzi che generano redditi già sottoposti all’autonoma tassazione prevista dagli articoli 51 e 54 del Tuir. Sul punto, si rammenta che l’Amministrazione Finanziaria (C.M. n. 24/E/2012) aveva già precisato …

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