Comunicazione beni ai soci: esempi pratici

E’ in scadenza al 30 ottobre 2015, unitamente alla comunicazione dei beni concessi in godimento, la comunicazione relativa ai finanziamenti effettuati nel periodo 2014 da parte dei soci/familiari come disposto dal Decreto legge n.138-2011.
 
Col provvedimento direttoriale del 3 agosto 2013 n. 94904/2013 l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che l’obbligo di comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuate dai soci diventa obbligatorio se l’importo complessivo di ciascun apporto, distintamente per finanziamenti e capitalizzazioni, è pari o superiore ad euro 3.600 (sono esclusi dall’obbligo di comunicazione gli apporti i cui dati sono già conosciuti dall’Amministrazione Finanziaria come gli aumenti di capitale risultanti da un verbale dell’assemblea straordinaria registrato presso l’Agenzia delle Entrate).
Come chiarito dal provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate la nuova comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni è volta a rafforzare le misure riguardanti lo strumento dell’accertamento sintetico .

I SOGGETTI INTERESSATI
L’obbligo di comunicazione ricade sull’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica con cui svolge l’attività imprenditoriale ovvero:imprese individuali (anche familiari o coniugali), società, cooperative, trust, enti non commerciali (se con attività d’impresa, anche non prevalente).

Per quanto riguarda gli Enti non Commerciali sono soggetti alla comunicazione i finanziamenti effettuati nell’ambito dell’attività d’impresa (sono esclusi i finanziamenti per attività istituzionale) indipendentemente dal regime contabile adottato dall’Ente in questione.

Note
a) non sono esonerate dalla nuova comunicazione le associazioni che hanno optato per il regime della Legge n. 398/1991 mentre sono sempre esclusi dalla comunicazione i professionisti, le associazioni professionali o le società tra professionisti;
b) non sono obbligati ad inviare la comunicazione i soci o i familiari dell’imprenditore, che effettuano i versamenti, ma l’obbligo ricade sull’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica con cui svolge l’attività imprenditoriale: imprese individuali (anche familiari o coniugali), società, cooperative, trust, enti non commerciali (se con attività d’impresa, anche non prevalente);
c) l’adempimento non può essere assolto da parte dei soci/familiari che hanno effettuato il finanziamento/capitalizzazione ma solo dall’impresa interessata.

La norma obbliga a comunicare i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa i finanziamenti/ capitalizzazioni ma non vanno comunicati i versamenti effettuati direttamente dal titolare della ditta individuale (anche familiare o coniugale) che ha finanziato la propria impresa (con lo stesso Provvedimento direttoriale è stato chiarito che non devono essere comunicati i finanziamenti della società concessi ai soci o ai familiari dell’imprenditore).
Non formano oggetto di comunicazione le restituzioni fatte ai soci dall’impresa nel periodo d’imposta ( in quanto rilevano solo i flussi in entrata nelle casse sociali) e anche i passaggi contabili (finanziamenti che a seguito di rinuncia dei soci diventano apporti ) non sono soggetti a
nessuna comunicazione.

LE MODALITA’ DI CALCOLO DEL LIMITE DI EURO 3.600
Come già detto in precedenza devono essere comunicati solamente i finanziamenti e le capitalizzazioni di importo almeno pari a 3.600 euro, da verificarsi disgiuntamente per le due tipologie di erogazioni (finanziamenti e capitalizzazioni).
Tale importo deve tener conto solamente degli importi erogati dai soci (a titolo di finanziamento o di capitalizzazione) come saldo in entrata senza considerare eventuali restituzioni (occorre fare quindi riferimento al solo importo erogato).
E’ stato …

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