La casa con pinacoteca è di lusso

Con la sentenza n. 14162 del 5 giugno 2013 (ud 17 aprile 2013) la Corte di Cassazione ha affermato che se il magazzino diventa pinacoteca il contribuente perde le agevolazioni prima casa.
 
FATTO
Con l’impugnata sentenza n. 109/63/07, depositata il 15 maggio 2007, la CTR della Lombardia, sez. staccata di Brescia, in riforma della decisione n. 112/03/05 della CTP di Mantova, annullava l’avviso di liquidazione col quale veniva revocato alla contribuente il beneficio prima casa, perchè, secondo l’Ufficio, l’abitazione, pur non oltrepassando i mq. 240, doveva comunque ritenersi di lusso in relazione ad un magazzino di mq. 496, trasformato in galleria d’arte, che non poteva essere considerato pertinenza e che era perciò assoggettabile ad una maggior aliquota assieme all’abitazione ai sensi del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 23.
Difatti per la CTR il diritto all’agevolazione andava riconosciuto in quanto il magazzino costituiva pertinenza dell’abitazione non di lusso perchè, così testualmente e semplicemente il giudice a quo, “sussistono i requisiti di cui all’art. 817 c.c.”.
Contro la sentenza della CTR, l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione, censurando la sentenza, deducendo omessa o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo, questo indicato nella destinazione a pertinenza del magazzino di mq. 496 trasformato in galleria d’arte, evidenziandosi, appunto da parte dell’Agenzia delle Entrate, che, nonostante l’Ufficio avesse contestato “la possibilità di considerare pertinenza il magazzino di mq. 496, sia nella motivazione dell’avviso di accertamento … sia nell’atto di costituzione in primo grado”, la CTR si era limitata ad affermare, senza quindi alcuna minima o adeguata motivazione, che “sussistono i requisiti di cui all’art. 817 c.c.”.
 
La sentenza
Per la Corte, il motivo è fondato. “In effetti, la CTR non ha sufficientemente spiegato l’affermazione di esistenza del fatto costitutivo del rapporto di pertinenza dedotto in lite, questo rappresentato dalla indispensabile esistenza di una oggettiva subordinazione funzionale della galleria d’arte rispetto all’abitazione (Cass. sez. 2′ n. 9911 del 2006; Cass. sez. 2′ n. 4599 del 2006). La insufficiente motivazione circa l’esistenza del ridetto fatto decisivo e controverso della subordinazione funzionale, impone di cassare con rinvio”.
 
Brevi indicazioni
Il complesso quadro normativo (legge 22 aprile 1982, n. 186) , peraltro illustrato di recente dalla circolare n.18/2013, prevede l’applicazione di benefici fiscali per gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della piena proprietà o della nuda proprietà, abitazione, uso ed usufrutto relativi ad unità immobiliari non aventi le caratteristiche d’abitazioni di lusso, secondo quanto previsto dal D.M. del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969.
Il regime agevolato attualmente in vigore (cfr. art. 3 c. 131 della legge n. 549/95 e art. 7 c. 6 della legge n. 488/99) offre l’applicazione dell’imposta di registro in misura ridotta (3%) o alternativamente l’Iva con aliquota ridotta (4%), e le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, sempre che:

l’abitazione oggetto di trasferimento sia un’abitazione “non di lusso”;

l’immobile sia ubicato nel Comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza o nel Comune nel quale svolga la propria attività, incluse quelle senza remunerazione;

nell’atto di acquisto (o nel contratto preliminare, al fine di usufruire dell’aliquota agevolata sin dagli acconti eventualmente corrisposti) l’acquirente dichiari di voler stabilire la residenza nel comune dell’acquisto, se non vi si trova già o se in questo non si trova la sua sede dell’attività (vedi sopra);

di non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di propriet&…

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