Ritenute non certificate: scomputo in dichiarazione non più a rischio; ecco la prassi da seguire

1. Premessa

Lo scomputo di ritenute subite da un lavoratore autonomo, può rappresentare un problema, specialmente quando il sostituto non ha prodotto la certificazione relativa. Nell’analisi seguente si intende fornire agli operatori un quadro di riferimento per orientarsi, in sede dichiarativa, proponendo soluzioni ed esempi.

 

2. Riferimenti normativi

In questa sede ci occuperemo unicamente della problematica relativa ai lavoratori autonomi, trascurando gli agenti e rappresentanti : sono infatti i primi che, avendo una schiera più o meno numerosa di clienti, talvolta occasionali, vedono reiterarsi annualmente il problema.

L’articolo 25 del d.p.r. n. 600/73 impone di operare una ritenuta a titolo di acconto alle imprese ed ai lavoratori autonomi che erogano compensi di lavoro autonomo (anche occasionale): “I soggetti indicati nel primo comma dell’articolo 231, che corrispondono a soggetti residenti nel territorio dello Stato compensi comunque denominati … per prestazioni di lavoro autonomo, ancorchè non esercitate abitualmente … devono operare all’atto del pagamento una ritenuta del 20 per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con l’obbligo di rivalsa”.

Oltre all’obbligo di operare le predette ritenute a titolo di acconto, viene altresì previsto quello, per i medesimi sostituti d’imposta, di produrre, entro il 28 febbraio di ogni anno, una certificazione attestante l’entità dei compensi sottoposti a ritenute, l’importo delle stesse, il netto corrisposto : quanto precede, ai sensi dell’articolo 4, d.p.r. n. 322 del 22 luglio 1998 .

Stante la natura ascrivibile a dette ritenute, che costituiscono “acconti” sull’imposta sul reddito delle persone fisiche, i “sostituiti” che le subiscono hanno tutto l’interesse a dedurle dall’imposta lorda complessivamente determinata. Quanto precede trova il proprio riferimento normativo nell’articolo 22 del d.p.r. n. 917/86, Testo Unico delle Imposte sui Redditi vigente: “Dall’imposta determinata a norma dei precedenti articoli si scomputano nell’ordine: … c) le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate, anteriormente alla presentazione della dichiarazione dei redditi, sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo…”.

 

3. Quali rimedi quando manca la certificazione ?

Purtroppo, nella prassi operativa, sovente ci si imbatte in sostituti non così solerti nel predisporre ed inviare le certificazioni, che spesso non pervengono affatto agli interessati. D’altra parte va riconosciuto che, anche questi ultimi, usualmente non se ne accorgono, se non quando la questione emerge, perchè evidenziata dal soggetto cui hanno affidato l’approntamento della dichiarazione dei redditi, e quindi, tardivamente.

E’ a questo punto che emerge la “minaccia”, rappresentata dall’attività di controllo formale delle dichiarazioni, e specificamente, da quanto contemplato dall’articolo 36-ter, comma 2, lettera a, del d.p.r. n. 600/73, che testualmente recita: “… gli uffici possono: a) escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute d’acconto non risultanti dalle dichiarazioni dei sostituti d’imposta … o dalle certificazioni richieste ai contribuenti”.

A questo punto, in mancanza delle certificazioni, come deve comportarsi il lavoratore autonomo interessato?

 

4. La tesi del Notariato e la giurisprudenza di merito prevalente

Il presupposto che attribuisce il diritto a scomputare le ritenute d’acconto, nel senso di considerarle in diminuzione delle imposte da versare in base alla dichiarazione annuale, è fondato sulla circostanza che le stesse siano state correttamente ed effettivamente operate dal sostituto d’imposta.

Pertanto lo scomputo delle ritenute sarebbe legittimo, a prescindere, non soltanto dall’esibizione delle relative attestazioni da presentare all’Erario, ma anche dal versamento delle somme interessate, ad opera del sostituto d’imposta. In tal senso si è pronunciata la commissione studi tributari del…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it