Richiesta misure cautelari quali iscrizione ipotecaria o sequestro conservativo: difetto di motivazione

di Antonio Gigliotti

Pubblicato il 8 maggio 2013

il vizio motivazione può essere eccepito dal contribuente con un certo margine di successo tutte le volte in cui l’Ufficio si sia limitato a richiamare la mera esistenza di un atto formale (avviso di accertamento, PVC o provvedimento di irrogazioni di sanzioni)

Il presidente della Commissione Tributaria Provinciale può accogliere la richiesta di iscrizione ipotecaria o sequestro conservativo, in presenza dei presupposti di legge, che nella specie sono il fumus boni iuris (fondatezza della pretesa) e il periculum in mora (pericolo attuale per il buon esito della riscossione). Pertanto, l’applicazione di una misura cautelare, ai sensi dall’art. 22 del D.Lgs. 472/1997, deve essere negata se la motivazione addotta dall’Amministrazione Finanziaria per giustificare l’istanza è costituita da una mera elencazione dei rilievi contenuti nell’avviso di accertamento e se l’asserito fondato timore di perdere la garanzia del proprio il credito non risulta supportato da dati oggettivi circa la consistenza patrimoniale del contribuente/debitore. Lo ha affermato la CTP di Lecce, nella sentenza n. 233/02/12, pubblicata il 9 ottobre scorso mediante deposito in segreteria.

 

Le misure cautelari

Giova premettere che le misure cautelari dell’ipoteca e del sequestro conservativo sono previste dall’art. 22 D.Lgs. n. 472/1997 e sono dirette a preservare l’integrità del patrimonio contro il rischio di eventuali atti dispositivi del debitore.

In base all’atto di contestazione, al provvedimento di irrogazione della sanzione o al processo verbale di constatazione e dopo la relativa notifica, l’Amministrazione, quando nutre il fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito può richiedere, con istanza motivata rivolta al presidente della Commissione Tributaria Provinciale, l’iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore e dei soggetti obbligati in solido e l’autorizzazione a procedere, a mezzo di ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo dei loro beni.

 

Presupposti di legge

Il presidente della Commissione provinciale può accogliere la richiesta di iscrizione ipotecaria o disporre il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili del debitore/contribuente, in presenza dei presupposti di legge, ossia del:

  • fumus boni iuris (fondatezza della pretesa);

  • periculum in mora (pericolo attuale per il buon esito della riscossione).

Il creditore procedente, quindi, ha l’obbligo di motivare l’istanza di iscrizione di ipoteca o di sequestro conservativo rivolta alla CTP, esplicitando: