Responsabilità solidale appalti per gli enti no profit

L’Ufficio Studi Tributari della F.I.G.C., con la circolare n. 8 del 4 marzo 2013, è intervenuto riguardo alla “Responsabilità solidale dell’appaltatore e sanzionabilità del committente per irregolarità del prestatore di servizio”, ciò anche alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 2/E del 1 marzo 2013. Delle novità sono interessati pure gli enti non commerciali.

Come è noto, è stata introdotta la responsabilità dell’appaltatore con il subappaltatore per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto.

In capo al committente, è stata introdotta una sanzione amministrativa-pecuniaria, da € 5.000,00 a € 200.000,00, nel caso in cui lo stesso provveda ad effettuare il pagamento all’appaltatore senza che questi abbia esibito la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, siano stati correttamente eseguiti, eventualmente anche dal subappaltatore.

Tale responsabilità, comunque, è limitata all’ipotesi in cui, pur in assenza della presentazione della documentazione, tali versamenti non risultino eseguiti dall’appaltatore o dall’eventuale subappaltatore.

La documentazione può consistere anche nell’asseverazione rilasciata da CAF o da professionisti abilitati.

L’Agenzia delle entrate (C.M. 40/E/2012) ritiene valida, in alternativa alle suddette asseverazioni, la presentazione di una dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi del DPR n. 445 del 2000, con cui l’appaltatore/subappaltatore attesti l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla disposizione, precisando, inoltre, che la norma si applica ai contratti stipulati a decorrere dal 12 agosto 2012.

La stessa Agenzia (C.M. n. 2/E 2013) è poi tornata sull’argomento.  In primo luogo, l’Agenzia ha precisato che la norma ha portata generale ed interessa non solo gli operatori del settore edilizio, ma è, comunque, riferibile alle sole fattispecie riconducibili al contratto di appalto come definito dall’art. 1655 c.c. secondo cui l’appalto è “..….il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro”.

Consegue, afferma l’Agenzia delle entrate, che sono escluse dal campo di applicazione della normativa in esame le tipologie contrattuali diverse dal contratto di appalto di opere e servizi, quali, ad es.:

a) gli appalti di fornitura dei beni, ivi compresi quelli in cui prevale la cessione del bene;

b) il contratto d’opera, disciplinato dall’art. 2222 c.c.(quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente); trattasi di prestazioni professionali di lavoro autonomo ivi comprese quelle svolte da piccoli artigiani senza organizzazione di mezzi;

c) il contratto di trasporto di cui agli artt. 1678 e seguenti del c.c. (con il contratto di trasporto il vettore si obbliga verso corrispettivo a trasferire persone e cose da un luogo all’altro).

Peraltro, la norma trova applicazione sia nell’ipotesi in cui vi sia un contratto di subappalto (committente, appaltatore, subappaltatore) sia nell’ipotesi in cui l’appaltatore provveda direttamente alla realizzazione dell’opera affidatagli dal committente.

Per quanto concerne l’individuazione sotto il profilo temporale dei contratti interessati dalla disposizione in commento viene ricordato che rilevano i contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012.

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che l’eventuale rinnovo del contratto deve ritenersi equivalente ad una nuova stipula e, pertanto, la disciplina in esame è applicabile, a partire dalla data di rinnovo, anche ai contratti…

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