Lavoro accessorio, prestazioni occasionali: sanzioni pesanti se si supera il limite annuale di compensi

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 18 febbraio 2013

l'utilizzo di collaboratori con le modalità del cosiddetto lavoro accessorio al di là dei limiti previsti per tale tipologia di forma di collaborazione, implica importanti sanzioni per i datori di lavoro

La nuova formulazione del lavoro accessorio, in vigore dal 18 luglio 2012, prevede che per prestazioni di lavoro accessorio si debbano intendere attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a € 5.000 nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente”.

In deroga alla disciplina “generale” appena richiamata, la norma prevede ulteriori limitazioni: fermo restando il limite complessivo di Euro 5.000, le prestazioni rese a favore dei committenti imprenditori commerciali (qualsiasi imprenditore, persona fisica o giuridica, che svolge una qualsivoglia attività economica in qualsiasi settore produttivo) e professionisti (coloro che svolgono un’attività di prestazione d’opera intellettuale, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione), possono essere svolte per compensi non superiori a € 2.000 a fa