L'annullamento automatico dei ruoli

La Legge di stabilità 2013 (n. 228 del 24 dicembre 2012) ha introdotto diverse disposizioni di legge volte a tutelare i contribuenti da cartelle di pagamento errate, obbligando all’immediata sospensione delle azioni riscossive, una volta presentata l’istanza al concessionario della riscossione, e all’esame da parte dell’ente creditore, il cui silenzio protratto per 220 giorni comporta l’annullamento del ruolo.
 
Il procedimento di sospensione immediata
Secondo quanto disposto dal comma 537, dell’articolo 1, della Legge 24 dicembre 2012, n.228, a far data dal 1° gennaio 2013, i concessionari per la riscossione, “sono tenuti a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore, effettuata ai sensi del comma 538”.
 
Il procedimento di conferma o di annullamento
Il comma 538, dell’art. 1, della L. n. 228/2012 prevede che, entro 90 giorni dalla notifica, da parte dell’agente per la riscossione, del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario, il contribuente può presentare al concessionario per la riscossione una dichiarazione, anche con modalità telematiche, con la quale venga documentato che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati:
a) da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
b) da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
c) da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;
d) da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
e) da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore;
f) da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.
Entro i successivi 10 giorni, decorrenti dalla data di presentazione della dichiarazione, il concessionario per la riscossione la trasmette all’ente creditore, unitamente alla documentazione allegata, al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi.
Decorso il termine di ulteriori 60 giorni, l’ente creditore è tenuto, con propria comunicazione inviata al debitore a mezzo raccomandata r.r. o a mezzo Pec a confermare allo stesso la correttezza della documentazione prodotta, provvedendo, in pari tempo, a trasmettere in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero ad avvertire il debitore dell’inidoneità di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone, anche in questo caso, immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell’attività di recupero del credito iscritto a ruolo.
In caso di mancato invio, da parte dell’ente creditore, della comunicazione di legittimità della documentazione prodotta, unitamente al provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero di rigetto, trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite sopra viste sono annullate di diritto e quest’ultimo è considerato automaticamente discaricato dei relativi ruoli.
Contestualmente sono …

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