E’ impugnabile l’atto di adesione al PVC

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 27 agosto 2012

una recente sentenza della CTR della Lombardia considera legittimamente impugnabile anche l’atto di adesione al Pvc: le prospettive per il contenzioso

Con sentenza n. 46/28/2012 la CTR della Lombardia ha confermato l’impugnazione dell’atto di adesione al Pvc.

Nel caso sottoposto davanti ai giudici milanesi il contribuente ha visto riconosciuta - a fronte di una sentenza di rigetto in primo grado - la presuntivamente illegittima liquidazione degli importi dovuti effettuata dall’ufficio.

Secondo i giudici meneghini - facendo propri precedenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione - l’art. 19 del D.Lgs. n. 546/92 va interpretato estensivamente, così da ricomprendere tutti quegli atti che, a prescindere del nomen iuris, avanzino una pretesa tributaria nei confronti del contribuente.

Ne merito, gli atti di adesione non riportavano i costi contabilizzati.

 

Brevi note

Già con sentenza n. 456 del 29 novembre 2011 la CTP di Genova aveva fatto rientrare nel novero degli atti impugnabili la nota con la qualel’Agenzia delle Entrate, a seguito di comunicazione di adesione ai Pvcinviata dal contribuente, opponga il diniego alla definizione. Infatti, taleatto sarebbe compreso nella lettera h dell’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992,concernenti i dinieghi di definizione agevolata dei rapporti fiscali.

L’interessante sentenza di Genova si connota per alcuni principi fissati:

  • la comunicazione di diniego alla definizione del Pvc è atto impugnabile;

  • l’adesione al Pvc non può che riguardare tutte le annualità comprese nel Pvc, indipendentemente dal fatto che alcune potrebbero essere decadute.

 

Ancor prima, con sentenza n. 86 del 4 novembre 2009 (ud. del 21 ottobre 2009) la CTP di Torino, Sez. XX, aveva ritenuto inammissibile il ricorso presentato