Sempre in discussione i compensi agli amministratori

di Francesco Buetto

Pubblicato il 19 maggio 2012

in questo periodo di calcolo delle dichiarazioni dei redditi è estremamente importante valutare l'impatto fiscale dei compensi pagati agli amministratori, tenendo conto della contrastante giurisprudenza in materia

Con sentenza n. 2854 del 24 febbraio 2012 (ud. 8 febbraio 2012) la Corte di Cassazione ha ritenuto deducibili, per competenza, i compensi agli amministratori di società ed enti soggetti ad Ires, in contrasto con quanto previsto dall’art. 95, c. 5, del T.U. n. 917/86, secondo cui tali compensi sono deducibili “nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

 

IL RICORSO DELLE ENTRATE

L’Amministrazione finanziaria “deduce violazione di norme di legge, in quanto il giudice di appello non considerava che il compenso corrisposto agli amministratori il 13 gennaio 2005 non poteva essere imputato all'anno in questione per la deduzione, trattandosi di costo non di competenza, posto che era stato sostenuto dopo il 12 di quel mese, e quindi a termine perentorio già scaduto, non potendosi applicare il principio della c.d. 'cassa allargata'".

 

I MOTIVI DELLA DECISIONE

Per la Corte, “in tema di imposte sul reddito d'impresa, la regola posta dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 75, secondo cui i ricavi, i costi e gli altri oneri concorrono a formare il reddito nell'esercizio di competenza, a condizione che la loro esistenza o il loro ammontare sia determinabile in modo oggettivo (dovendo altrimenti essere calcolati nel periodo d'imposta in cui si verificano tali condizioni), mira a contemperare la necessità di computare tutte le componenti nell'esercizio di competenza con l'esigenza di non addossare al contribuente un onere troppo difficile da rispettare. Quindi essa va interpretata nel senso che il dovere di conteggiare tali componenti nell'anno di riferimento si arresta soltanto di fronte a quei ricavi ed a quei costi che non siano ancora noti all'atto della determinazione del reddito, e cioè al momento della redazione e presentazione della dichiarazione. Pertanto, l'onere di provare la sussistenza dei requisiti di certezza e determinabilità delle componenti del reddito in un determinato esercizio sociale incombe all'Amministrazione finanziaria per quelle positive, ed al contribuente per quelle negative. In particolare, nel caso in cui detti requisiti siano condizionati dall'espletamento di procedure amministrative, essi si intendono acquisiti, ai fini dell'imputazione del reddito corrispondente ad un determinato esercizio dell'impresa, solo attraverso il procedimento amministrativo che ne verifica i presupposti e ne liquida l'ammontare, mentre invece alcuna prova al riguardo era stata fornita da E.R. nella specie (cfr. anche Cass. Sentenze n. 20521 del