Agenzia delle Entrate ed Equitalia: difesa in tandem

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 17 aprile 2012

il Fisco ha recentemente dettato le regole per coordinare le attività difensive di Equitalia e dell'Agenzia, in modo da evitare difese discordanti e da non dover duplicare i costi processuali

Con circolare n. 12/E del 12 aprile 2012, preventivamente condivisa da Equitalia spa, sono state impartite istruzioni agli Uffici in merito alla gestione delle controversieriguardanti atti della riscossione relativi ad entrate amministrate dall’Agenziadelle entrate.

 

LE REGOLE BASILARI

Le due regole basilari che regolano il rapporto tra Amministrazione finanziaria ed Equitalia sono le seguenti:

  • il debitore che intende impugnare dinanzi al giudice tributario un atto della riscossione deve ricorrere contro l’Ufficio dell’Agenzia se contesta vizi dell’attività della stessa, vale a dire motivi di ricorso concernenti la legittimità della pretesa; deve invece ricorrere contro l’Agente della riscossione se contesta vizi dell’attività dello stesso, vale a dire motivi di ricorso che riguardano l’attività svolta successivamente alla consegna del ruolo. L’Agente della riscossione, quindi, è legittimato passivo nei giudizi in cui si controverte in merito a vizi relativi alla formazione della cartella, come ad esempio errori di individuazione del contribuente, vizi di notifica, mancanza della sottoscrizione o del responsabile del procedimento di emissione o di notificazione della cartella di pagamento;

  • qualora oggetto dell’impugnazione siano atti dell’Agente della riscossione diversi dalla cartella (iscrizione di ipoteca, fermo di beni mobili registrati, ecc.), legittimato passivo è sempre l’Agente della riscossione, tranne i casi in cui nei motivi di ricorso venga contestata la mancata notifica degli atti “presupposti” o la legittimità della pretesa tributaria.

 

Il RICHIAMO ALL’AUTOTUTELA

Ancora una volta, gli uffici centrali dell’Agenzia delle Entrate invitano i propri Uffici periferici, per le questioni di competenza dell’Agenzia delle entrate, a valutare preliminarmente, la fondatezza dei