La semplificazione della rateazione dei debiti tributari

I commi 2 e 3, dell’articolo 1, del D.L. n.16 del 2 marzo 2012 riscrivono le regole della rateazione del debito tributario, così da assicurare una maggiore flessibilità per il contribuente/debitore.

Tali disposizioni intervengono sull’istituto della rateazione per momentanea difficoltà economica (art. 19 del DPR 602/1973) proponendo, come si legge nella relazione illustrativa al provvedimento:

a) la possibilità di piani di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione (possibilità oggi ammessa solo in caso di richiesta di proroga, per peggioramento della situazione di temporanea difficoltà economica, di una rateazione già concessa);

b) l’esclusione dalla decadenza del beneficio per mancato pagamento della prima rata ovvero di due rate successive; la decadenza opererebbe solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive;

c) l’impossibilità di iscrizione di ulteriori ipoteche oltre quelle eventualmente iscritte prima della richiesta di rateazione.

La norma, fa salvi i piani di rateazione a rata costante (per somme iscritte a ruolo) concessi prima dell’introduzione della disposizione; inoltre essa prevede che da una dilazione a rata costante si può passare ad una a rata crescente, in caso di peggioramento della condizione economica del debitore.

 

I crediti di natura patrimoniale

Ai sensi del comma 4, dell’articolo 1, del D.L.n.16 del 2 marzo 2012, al fine di una più equilibrata riscossione dei loro crediti di natura patrimoniale, gli enti pubblici dello Stato possono, su richiesta del debitore, che versi in situazioni di obiettiva difficoltà economica, ancorché intercorra contenzioso con lo stesso ovvero lo stesso già fruisca di una rateizzazione, riconoscere al debitore la ripartizione del pagamento delle somme dovute in rate costanti, ovvero in rate variabili. La disposizione del precedente periodo non trova applicazione in materia di crediti degli enti previdenziali.

La disposizione configura, in particolare, la facoltà per gli enti in questione di accordare, su istanza dei debitori, forme di articolazione del rimborso dei debiti, a rate costanti o variabili, anche in presenza di contenzioso.

Secondo quanto indicato nella relazione tecnica al provvedimento, dal punto di vista degli effetti finanziari la norma appare neutrale, in quanto non comporta alcuna decurtazione dell’ammontare del debito, né la rinuncia all’applicazione degli interessi sulle singole rate, siano esse costanti o variabili, lasciando in ogni caso impregiudicata la possibilità per l’Ente creditore di ricorrere ad alternative forme coattive di riscossione.

 

Certificazione dei carichi pendenti

L’art. 38, c. 2, per. 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, viene modificato dall’art. 1, comma 5, del D.L.n.16 del 2 marzo 2012, aggiungendo dopo le parole: “all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”, le seguenti: “;costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle relative all’obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili”.

Si tratta di una disposizione volta a consentire che il contribuente ammesso alla rateizzazione del proprio debito tributario non venga considerato inadempiente e pertanto escluso dalle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, ai sensi dell’art. 38 del decreto legislativo n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici).

In particolare, non si intendono scaduti ed esigibili, ai fini della suddetta disciplina, i debiti per i quali sia stato concordato un piano di rateazione rispetto al quale il contribuente sia in regola con i pagamenti. La norma, avente carattere ordinamentale, non determina effetti negativi a carico della finanza pubblica.

Sono fatti, tuttavia, salvi i comportamenti assunti dalle stazioni appaltanti, prima dell’entrata…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it