La semplificazione della rateazione dei debiti tributari

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 10 marzo 2012

il decreto sulle semplificazioni fiscali è intervenuto ulteriormente in materia di riscossione dei tributi, agevolando le procedure di rateazione a favore del contribuente: uno sguardo sulle nuove regole

I commi 2 e 3, dell’articolo 1, del D.L. n.16 del 2 marzo 2012 riscrivono le regole della rateazione del debito tributario, così da assicurare una maggiore flessibilità per il contribuente/debitore.

Tali disposizioni intervengono sull’istituto della rateazione per momentanea difficoltà economica (art. 19 del DPR 602/1973) proponendo, come si legge nella relazione illustrativa al provvedimento:

a) la possibilità di piani di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione (possibilità oggi ammessa solo in caso di richiesta di proroga, per peggioramento della situazione di temporanea difficoltà economica, di una rateazione già concessa);

b) l’esclusione dalla decadenza del beneficio per mancato pagamento della prima rata ovvero di due rate successive; la decadenza opererebbe solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive;

c) l’impossibilità di iscrizione di ulteriori ipoteche oltre quelle eventualmente iscritte prima della richiesta di rateazione.

La norma, fa salvi i piani di rateazione a rata costante (per somme iscritte a ruolo) concessi prima dell’introduzione della disposizione; inoltre essa prevede che da una dilazione a rata costante si può passare ad una a rata crescente, in caso di peggioramento della condizione economica del debitore.

 

I crediti di natura patrimoniale

Ai sensi del comma 4, dell’articolo 1, del D.L.n.16 del 2 marzo 2012, al fine di una più equilibrata riscossione dei loro crediti di natura patrimoniale, gli enti pubblici dello Stato possono, su richiesta del debitore, che versi in situazioni di obiettiva difficoltà economica, ancorché intercorra contenzioso con lo stesso ovvero lo stesso già fruisca di una rateizzazione, riconoscere al debitore la ripartizione del pagamento delle somme dovute in rate costanti, ovvero in rate variabili. La disposizione del precedente periodo non trova applicazione in materia di crediti degli enti previdenziali.

La disposizione configura, in particolare, la facoltà per gli enti in questione di accordare, su istan