L’assegnazione dell’immobile allo Stato come “serio ristoro”

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 12 gennaio 2012

se l'asta dell'agente della riscossione va a vuoto per 3 incanti, l’immobile esecutato non può essere assegnato allo Stato a prezzo di saldo

Disco rosso per l’assegnazione all’Erario del fabbricato per un prezzo pari alla somma da recuperare. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 281/10/2011 depositata il 17 ottobre scorso ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 85, c. 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui prevede che, se il terzo incanto ha esito negativo, l’assegnazione dell’immobile allo Stato ha luogo “per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede”, anziché per il prezzo base del terzo incanto.

 

Ambito normativo

Il terzo comma dell’articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, titolato “Assegnazione dell’immobile allo Stato” dispone che a seguito della fissazione della vendita all’asta, se il terzo incanto ha esito negativo, il concessionario, nei dieci giorni successivi, chiede al giudice dell'esecuzione l'assegnazione dell'immobile allo Stato per il minor prezzo tra:

  • il prezzo base del terzo incanto e

  • la somma per la quale si procede,

depositando nella cancelleria del giudice dell'esecuzione gli atti del procedimento.

Il giudice dell'esecuzione dispone l'assegnazione, secondo la procedura prevista dall'articolo 590 del codice di procedura civile. Il termine per il versamento del prezzo per il quale è stata disposta l'assegnazione non può essere inferiore a sei mesi.

In caso di mancato versamento del prezzo di assegnazione nel termine, il processo esecutivo si estingue se il concessionario, nei trenta giorni successivi alla scadenza di tale termine, non dichiara, su indicazione dell'ufficio che ha formato il ruolo, di voler procedere a un ulteriore incanto per un prezzo base inferiore di un terzo rispetto a quello dell'ultimo incanto. Il processo esecutivo si estingue comunque se anche tale incanto ha esito negativo.

In sostanza, se il prezzo base fissato dal Giudice per il terzo incanto è pari, poniamo, ad € 400.000,00 e la somma iscritta a ruolo in carico al concessionario della riscossione riferita a crediti tributari, sanzioni, aggi di riscossione ed interessi è pari ad € 256.000,00, l’immobile pignorato diventa di proprietà dello Stato, nonostante l’importo sia più basso rispetto alla base d’asta del terzo incanto.

 

Sentenza n. 281/10/2011 della Consulta

Il fatto – Ordinanza di incostituzionalità del comma 3 dell'articolo 85 del Dpr n. 602/73

Nel corso di una procedura di riscossione coattiva di crediti tributari effettuata mediante espropriazione immobiliare e promossa nei confronti di un contribuente dalla competente EQUITALIA, il Giudice dell’esecuzione del Tribunale ordinario con ordinanza depositata il 2 agosto 2010, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 42 e 53 della Costituzione, questioni di legittimità dell’art. 85, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disp