I revisori dei conti devono pagare l’IRAP?

di Federico Gavioli

Pubblicato il 25 gennaio 2012

il caso del commercialista revisore di società è particolare nell'assoggettamento del contribuente ad IRAP: vediamo le ultime pronunce giurisprudenziali a riguardo

Il tema dell’assoggettamento ad IRAP dei compensi spettanti ai revisori dei conti in società private e pubbliche che svolgono solo tale attività è un tema molto sentito; l’argomento è sempre al centro dell’attenzione della prassi ministeriale e di importanti orientamenti giurisprudenziali sia di merito, sia di legittimità. Vediamo, quindi, di procedere all’analisi di alcune sentenze giurisprudenziali e della prassi ministeriale per comprendere quale sia il comportamento corretto da tenere.

Certamente di interesse è la recente ordinanza della Corte di Cassazione, n. 15803 del 19 luglio 2011, che ha confermato il principio per cui i compensi derivanti dall'attività di sindaco o amministratore non sono soggetti ad Irap; nell’ordinanza è stato, inoltre, precisato che è a carico del contribuente l’onere di provare sia quale parte dei compensi derivi dallo svolgimento dell’attività di sindaco (rispetto a quelli relativi all’attività professionale), sia la inesistenza del requisito organizzativo.

La vicenda trova la fonte dal fatto che l’Agenzia delle Entrate era ricorsa per cassazione nei confronti della sentenza della CTR, che, in riforma della decisione di primo grado, aveva accolto il ricorso di un contribuente, dottore commercialista, avverso il silenzio rifiuto su istanza di rimborso di somme versate nell’anno 2003 a titolo di Irap. La sentenza ha premesso che il rimborso era stato chiesto sul presupposto della mancanza del profilo i