Congedo di paternità obbligatorio e facoltativo: la gestione pratica, i divieti e le sanzioni applicabili

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 14 dicembre 2022

Un recente intervento dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro chiarisce in quali sanzioni incorre il datore di lavoro in caso di mancato riconoscimento del diritto all'esercizio del congedo di paternità obbligatorio.

congedo paternità obbligatorio facoltativoAl fine di promuovere una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la Legge di bilancio 2022, Legge 30 dicembre 2021, n. 234, pubblicata in GU il 31 dicembre 2021, ha elevato a misura strutturale il congedo  di paternità obbligatorio e facoltativo per i figli nati nel 2022 confermando l'aumento a 10 giorni della durata del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per il padre lavoratore titolare di rapporto di tipo subordinato (disposizione valida anche nel caso di morte perinatale del figlio) e nella misura di 1 giorno per il congedo facoltativo.

Infine il Decreto Legislativo 30 giugno 2022, n. 105, in vigore dal 13 agosto 2022, nel dare attuazione alla Direttiva UE 2019/1158, ha confermato la natura strutturale della disposizione legislativa introducendo la possibilità per il padre lavoratore di fruire del congedo obbligatorio di paternità nell'arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto (il congedo è fruibile “entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio” e i 10 giorni non sono frazionabili ad ore) disponendo altresì che la durata del congedo si raddoppia in favore del padre lavoratore in ipotesi di parto plurimo.

Recentemente sul punto è intervenuto anche l'Ispettorato Nazionale del Lavoro chiarendo le sanzioni applicabili in caso di mancato riconoscimento del diritto all’esercizio del congedo di paternità obbligatorio nel rispetto del D.Lgs. n. 105/2022.

 

Il congedo di paternità obbligatorio

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