COVID-19: gli accertamenti esecutivi

Il Decreto Cura Italia, emanato per far fronte all’emergenza CoronaVirus, è intervenuto fra l’altro per prorogare una serie di termini che investono i versamenti, gli accertamenti ed il contenzioso.
In questo intervento rileviamo i primi chiarimenti forniti dal Fisco sui termini per il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi.

COVID-19: gli accertamenti esecutiviGli accertamenti esecutivi 

Gli accertamenti cd.esecutivi di cui all’articolo 29 del D.L. n. 78/2010, al comma 1, lettera a) prevedono espressamente che gli stessi «devono contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabiliti dall’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602».

In pratica, i contribuenti destinatari di accertamenti esecutivi hanno davanti a sé – entro il termine di presentazione del ricorso, ossia ordinariamente entro 60 giorni dalla notifica dell’atto – diverse possibilità:

  • effettuare il pagamento prestando acquiescenza al medesimo atto, usufruendo della riduzione delle sanzioni ai sensi dell’articolo 15 del D.Lgs. n. 218/1997 e rinunciando all’impugnazione;
     
  • proporre ricorso in Commissione tributaria versando gli importi dovuti a titolo di riscossione provvisoria in pendenza di giudizio.

Resta ferma la possibilità per il contribuente di presentare istanza di accertamento con adesione, ai sensi dell’art.6, comma 2, del D.Lgs. n. 218/97, ove non sia stato esperito il tentativo di adesione prima della notifica dell’accertamento, oppure di definire le sole sanzioni e impugnare.

La lettera b) del citato articolo 29 dispone inoltre che gli avvisi di accertamento «divengono esecutivi decorso il termine utile per la proposizione del ricorso e devono espressamente recare l’avvertimento che, decorsi trenta dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione […]».

In pratica, decorso il termine per l’impugnazione, l’atto diventa titolo esecutivo e, decorsi ulteriori trenta giorni, in caso di mancato pagamento o, in caso di impugnazione, per la parte non pagata a titolo provvisorio, la riscossione delle somme dovute viene affidata in carico all’agente della riscossione.

 

La norma COVID-19

L’articolo 83, comma 2, del D.L.n.18/2020, ha disposto la sospensione dal 9 marzo al 15 aprile 2020 del termine per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie.

Di conseguenza, osserva la circolare n. 5/E del 20 marzo 2020, la sospensione del termine per ricorrere comporta anche la sospensione del termine per il versamento degli importi recati dall’avviso di accertamento dovuti:

  • in sede di acquiescenza all’atto ai sensi dell’articolo 15 del D.Lgs. n. 218/1997;
     
  • in caso di impugnazione, a titolo di versamento provvisorio in pendenza di giudizio.

In altri termini, per gli accertamenti cd. esecutivi, il cui termine per la presentazione del ricorso era ancora pendente alla data del 9 marzo resta sospeso anche il relativo termine di pagamento e lo stesso ricomincia a decorrere dal 16 aprile.


L’esempio delle Entrate – 1

Per un atto notificato il 10 febbraio, il termine per ricorrere resta sospeso dal 9 marzo al 15 aprile, riprende a decorrere dal 16 aprile, per poi scadere il 18 maggio

In caso di impugnazione le somme che eccedono quanto dovuto a titolo di riscossione provvisoria in pendenza del primo grado di giudizio, di regola, sono affidate in carico all’agente in relazione agli esiti del giudizio, previa intimazione, ai sensi dell’articolo 68 del D.Lgs. n. 546/1992.

Inoltre, per gli avvisi notificati nel predetto intervallo temporale, l’inizio del decorso del termine per ricorrere, nonché del termine per il pagamento è differito alla fine del periodo di sospensione.


L’esempio delle Entrate – 2

Per un atto notificato il 10 marzo, il termine ordinario di sessanta giorni per la presentazione del ricorso e per il pagamento decorre dal 16 aprile.

Le considerazioni che precedono inducono le Entrate ad escludere, “anche per ragioni di ordine…

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