Fattura intracomunitaria e controlli del VIES

Fattura intracomunitaria e relativi controlli del VIES: è necessario allegare una certificazione dell’avvenuto controllo sul VIES? Esistono servizi anche a pagamento che certificano la veridicità della partita IVA? Come sarebbe corretto comportarsi, vista la confusione sul tema?

Fattura intracomunitaria e controlli del VIES

 

L’iscrizione al VIES di un operatore economico intracomunitario è requisito sostanziale dal 01/01/2020, ai fini dell’applicazione del regime di non imponibilità IVA, ex art. 138 Direttiva 2006/112/CE (Direttiva IVA), come riformulato dalla Direttiva UE 2018/1910.

Fino al 31/12/2019, nell’ambito delle cessioni intra UE di beni, la presenza del numero di identificazione IVA, risultante dal VIES, nello Stato Membro di destinazione dei beni, non era considerato come requisito sostanziale per beneficiare della non imponibilità.

Ad oggi invece, senza iscrizione al VIES, non si può beneficiare del regime di non imponibilità, e le operazioni effettuate (cessioni di beni o prestazioni di servizi) vanno assoggettate a IVA.

Qual è quindi il comportamento corretto da porre in essere:

  • è necessario effettuare sempre, prima di compiere ogni cessione intra UE (beni o servizi), la verifica VIES della controparte, che può essere fatta sul sito http://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/?locale=it;
     
  • una volta effettuata la verifica, si possono avere i seguenti risultati:

 

Risultato negativo

Fattura intracomunitaria e controlli del VIES

  • In tal caso non è possibile beneficiare del regime di non imponibilità IVA, ma si dovrà emettere fattura con IVA;

 

Risultato positivo

Se il risultato è positivo, la partita IVA è valida. A questo punto non è però ancora finita, poiché si può avere che:

  • La partita IVA è valida, il nome e l’indirizzo corrispondono

vies

Se c’è corrispondenza tra il nome riportato nella banca dati VIES e il soggetto a cui si emette fattura, si consiglia di stampare la pagina web della verifica, in modo che contenga la data della stessa, ed allegarla alla fattura emessa;

  • La partita IVA è valida, il nome e l’indirizzo non corrispondono oppure non sono presenti
  • fattura viesPuò accadere che quando si effettuano cessioni a controparti stabilite in alcuni Paesi UE (ad es. in Germania o in Spagna), non sono mai valorizzati i campi Nome ed Indirizzo; oppure il nome e/o l’indirizzo presente nel VIES non corrispondono a quelli indicati in fattura; fare attenzione perché limitarsi alla validità della partita IVA potrebbe essere considerato un comportamento non diligente da parte dell’Amministrazione Finanziaria;
     
  • in questi casi sono quindi necessari sforzi ulteriori da parte del cedente, quali ad es. la richiesta al cliente di un certificato di attribuzione del numero identificativo IVA rilasciato dall’Agenzia fiscale del Paese UE del cliente, oppure di altra documentazione “ufficiale” (ad es. visure estere o simili), tali da configurare un comportamento diligente da parte del soggetto passivo italiano cedente.

 

Conseguenze di un comportamento leggero

Giusto per far comprendere l’importanza della situazione, si espongono quali possono essere le conseguenze di un comportamento “leggero”, tutto questo tralasciando il resto (intrastat, pagamenti, prove del trasporto ecc.).

Emettere una fattura intracomunitaria senza IVA in mancanza del presupposto della validità della partita IVA può essere parecchio pesante; si fa il seguente esempio:

  • cessione di beni da € 100.000 a soggetto UE con partita IVA non iscritta al VIES, fatta non imponibile art.41 DL 331/93;
     
  • in caso di verifica viene intanto richiesta l’IVA, pari a € 22.000;
     
  • poi c’è la sanzione dal 90% al 180% dell’IVA, pari a € 19.000;
     
  • poi c’è la sanzione del 30% sulla differenza da liquidazione IVA periodica, pari a 30% x € 22.000,00 = € 6.600;
     
  • infine c’è la sanzione dal 90% al 180% per infedele dichiarazione, pari a…
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