Presunzione di distribuzione utili extracontabili per società a ristretta base societaria

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 14 ottobre 2019



La situazione economica e finanziaria di una società, insufficiente a ritenere veritiera l'operazione di restituzione dei finanziamenti infruttiferi a sua volta fatta da soci non solvibili, è idonea a sostenere la presunzione di evasione per derivazione extracontabile di utili sottratti all'imposizione fiscale e versati in conto aumento capitale di altra società.

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 24319 del 30/09/2019, ha risolto un contenzioso in tema di accertamento di utili extracontabili a carico dei soci di una società a ristretta base societaria.

 

Il caso: società ricorre contro l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate

Nel caso di specie, una società, esercente attività di vendita di bevande, proponeva ricorso avverso l'avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate, con recupero a tassazione del versamento di 360.000 euro effettuato dai soci nel 2006.

La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso, mentre la Commissione Tributaria Regionale riformava la decisione accogliendo l’appello dell’Amministrazione finanziaria.

Avverso tale decisione la società proponeva infine ricorso per Cassazione, deducendo, tra le altre, la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 2727 e seguenti c.c. e degli artt. 40, comma 1, e 39, comma 1, lett. d. del Dpr. n. 600/1973, lamentando il fatto che la CTR aveva dedotto dalla presunta incapacità reddituale dei soci la natura di ricavi non contabilizzati delle somme versate in contanti sul conto della società.

I giudici di merito, secondo la ricorrente, avevano dunque del tutto omesso l'es