La spettanza del credito di imposta per gli investimenti in aree svantaggiate

Ai fini della spettanza del credito di imposta per investimenti in aree svantaggiate, immutata l’unica struttura produttiva presente nella Regione svantaggiata, il dislocamento operativo di attrezzature aziendali presso altri cantieri, aperti da un’impresa di costruzioni in una diversa Regione, non realizza la fattispecie sanzionatoria costituita dal trasferimento delle attrezzature presso diversa struttura produttiva.

La dislocazione dei beni nei cantieri edili ove viene esercitata l’attività di impresa, situati in diversa Regione rispetto a quella oggetto di agevolazione, non determina dunque, ex se, il venir meno del beneficio, salvo il caso in cui il cantiere assurga ad autonoma struttura produttiva, intesa come autonomo ramo di azienda dotato di autonomia gestionale.

 

La Corte di Cassazione, con la Sent. n. 23218 del 18/09/2019, ha chiarito i presupposti per la spettanza del credito di imposta in aree svantaggiate.

 

Il caso: l’avviso di recupero del credito di imposta per indebita compensazione

 

Nella specie, l’Agenzia delle Entrate, in attuazione delle disposizioni di cui alla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 8 (recante agevolazioni per gli investimenti nelle aree svantaggiate), aveva emesso un avviso di recupero del credito di imposta, relativo agli anni dal 2002 al 2005, a suo dire indebitamente utilizzato (in compensazione) da una società di costruzioni.

La contribuente impugnava l’atto dinanzi alla CTP, che, in parziale accoglimento del ricorso, annullava l’avviso di recupero in relazione al credito di imposta maturato per l’acquisto di nuove attrezzature (credito altrimenti ritenuto non spettante quanto agli autoveicoli ed al materiale edile).

La pronuncia veniva, quindi, appellata dall’Agenzia dell’Entrate e la CTR, in riforma della decisione di primo grado, statuiva la legittimità del recupero con riferimento (anche) alle suddette attrezzature.

 

Il giudice di secondo grado rilevava infatti che:

 

  • la natura dell’agevolazione tributaria, finalizzata ad incentivare «nuovi investimenti nelle aree territoriali individuate dalla Comunità Europea», ne predeterminava l’àmbito di applicazione a «strutture produttive ubicate in aree per le quali è stato individuato il relativo presupposto territoriale cioè regioni individuate come svantaggiate», con ciò precludendo l’estensione del beneficio a soggetti che avessero utilizzato i beni in aree territoriali (Regioni) non svantaggiate (Lombardia), cioè diverse da quelle svantaggiate per le quali soltanto era stato previsto il diritto all’agevolazione;

 

  • detta preclusione era destinata ad operare anche nel caso di «utilizzo dei beni in via transitoria».

 

La società contribuente, infine, proponeva ricorso per cassazione, deducendo violazione della L. n. 388 del 2000, art. 8, c. 7, con riferimento ai presupposti ivi individuati ai fini della decadenza dall’agevolazione per gli investimenti realizzati in aree svantaggiate.

Assumeva, in sintesi, la ricorrente che, una volta individuata, all’interno della Regione Sicilia, la sua («unica») struttura produttiva, l’impiego, in via transitoria, per il soddisfacimento delle esigenze produttive correlate all’esecuzione di uno specifico appalto, delle attrezzature aziendali (i cui costi avevano rappresentato l’investimento già ammesso all’agevolazione) nell’ambito territoriale di una Regione (la Lombardia) diversa da quella oggetto di agevolazione, non poteva integrare la causa di decadenza costituita dalla destinazione di dette attrezzature a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione.

Rimanendo immutata la sua unica struttura produttiva, infatti, anche in conformità alla stessa ratio della disposizione di favore (finalizzata a favorire lo sviluppo equilibrato delle aree svantaggiate), il dislocamento operativo di attrezzature aziendali presso i cantieri aperti da un’impresa di costruzioni, secondo la contribuente, non poteva determinare un mutamento della struttura produttiva, né realizzava la fattispecie sanzionatoria costituita dal trasferimento di quelle attrezzature presso diversa struttura produttiva.

 

L’intervento della Cassazione

 

Secondo la Suprema Corte il ricorso era fondato.

Evidenziano infatti i giudici di legittimità che la L. n. 388 del 2000, art. 8, c. 1, al fine di agevolare nuovi investimenti nelle aree svantaggiate, ha previsto un credito di imposta (da utilizzare esclusivamente in compensazione, ai sensi del Dlgs. 9 luglio 1997, n. 241) in favore (tra le altre) delle imprese «che operano nei settori … delle costruzioni» e che «effettuano nuovi investimenti nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del citato Trattato, individuate dalla…

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