Contratto co.co.co. genuino: alcune regole da rispettare

Contratto co.co.co. genuinoPremessa

Le collaborazioni coordinate e continuative, cosiddette co.co.co., costituiscono una forma di lavoro parasubordinato soprattutto perché sono caratterizzate da una certa flessibilità del rapporto tra committente e collaboratore. Per tale ragione, va ad esse applicata la disciplina sul lavoro autonomo.

La normativa relativa alle collaborazioni coordinate e continuative ha subito negli anni differenti interventi legislativi, fino ad approdare all’attuale versione, che individua nel coordinamento il focus cui prestare maggiore attenzione al momento della redazione di tale tipologia contrattuale, nonché il tratto distintivo che, in maniera apparentemente sottile ma di fatto sostanziale, differenzia il collaboratore da un prestatore di lavoro subordinato.

Secondo l’attuale definizione delle co.co.co., come da ultima modifica dell’art. 409 c.p.c., [1] esse consistono in: “…altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato. La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa”.

Il coordinamento va inteso come possibilità da parte del committente, al momento dell’incontro della volontà delle parti, di fornire alcune indicazioni programmatiche al collaboratore, sia pure in posizione di parità con quest’ultimo e purché ciò accada entro determinati limiti. L’organizzazione della prestazione lavorativa deve invece appartenere, in via esclusiva, al collaboratore, senza ingerenze da parte del committente, che non dovrebbe mai dettare unilateralmente le modalità di svolgimento della prestazione.

Punto di rilevanza fondamentale è quindi l’effettuazione della corretta distinzione tra prerogativa di coordinamento da parte del committente, tipico delle collaborazioni, e potere invece direttivo-organizzativo del datore di lavoro, tipico del lavoro subordinato. Infatti, anche in caso di eventuale assenza del potere gerarchico-disciplinare da parte del committente, già la sola etero-organizzazione, e cioè il travalicare i limiti strettamente necessari al coordinamento, determina la riconduzione del collaboratore a lavoratore subordinato.

Il coordinamento da così alle collaborazioni la connotazione di lavoro parasubordinato, che differisce per i motivi esposti non solo dal lavoro subordinato, ma anche dal lavoro autonomo “puro”, cioè da un vero e proprio contratto d’opera[2], pur costituendone una costola.

Non a caso la ratio sottesa alle riforme di volta in volta succedutesi è stata quella di identificare le caratteristiche delle collaborazioni coordinate e continuative, onde evitarne l’abuso da parte di datori di lavoro che potrebbero celare, attraverso tale tipologia contrattuale, rapporti di lavoro subordinato. Tali collaborazioni infatti sono indubbiamente caratterizzate da una notevole flessibilità, non solo organizzativa, ma anche ad esempio in uscita, dato che il recesso dal contratto da parte del committente non costituisce un licenziamento, con conseguente mancata applicazione della relativa disciplina.

Inoltre, data l’applicazione della disciplina sul lavoro autonomo, il costo delle collaborazioni coordinate e continuative risulta più basso. I contributi Inps vanno infatti versati alla Gestione Separata che prevede aliquote più basse, con una quota a carico del collaboratore più elevata rispetto a quella prevista nel caso della gestione dei lavoratori dipendenti, mentre per l’Inail una quota pari ad 1/3 dei premi è versata dal collaboratore. Non è prevista inoltre maturazione di ratei di tredicesima, quattordicesima, Tfr, ferie e permessi.

È evidente quindi l’esigenza di evitare le situazioni nelle quali il datore di lavoro tenti di eludere la disciplina sul lavoro subordinato attraverso la…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it