Gli incentivi fiscali per chi si trasferisce in Italia: l’approfondimento dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida che è finalizzata ad analizzare i regimi agevolati che il nostro sistema tributario prevede in favore di persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.

L’Agenzia delle Entrate con la guida dal titolo “Gli incentivi fiscali per l’attrazione di capitale umano in Italia” del febbraio 2018, pubblicata sul sito delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it,  il 22 marzo 2018, analizza le misure agevolative in favore di persone fisiche che si trasferiscono in Italia e che  sono in vigore da diversi anni; altre agevolazioni sono state emanate recentemente; in ogni caso, le agevolazioni  hanno un intento comune: attirare risorse umane in Italia.

La residenza fiscale

L’articolo 2, del DPR 917/86 (comma 2), considera residenti in Italia le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d’imposta, cioè per almeno 183 giorni (o 184 giorni in caso di anno bisestile), sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza.

Le nozioni di residenza e domicilio sono mutuate dalla disciplina civilistica (articolo 43 del codice civile), che definisce la “residenza” come il luogo di dimora abituale e il “domicilio” come la sede principale dei propri affari e interessi.

Queste due condizioni sono alternative: la sussistenza anche di una sola di esse è sufficiente a far ritenere che un soggetto sia qualificato, ai fini fiscali, residente in Italia.

Gli incentivi si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in cui la persona diviene fiscalmente residente in Italia (salvo quanto previsto per il regime dei neo-residenti, di cui all’articolo 24-bis del DPR 917/86), avendo riguardo al periodo di vigenza dei singoli regimi e alla durata degli stessi.

Secondo quanto stabilito dal comma 2-bis, dell’articolo 2, del DPR 917/86, sono considerati residenti, salvo prova contraria, anche i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato.

Questi Stati e territori sono individuati dal decreto ministeriale 4 maggio 1999.

Pertanto, questi cittadini possono usufruire dei regimi agevolativi solo se in grado di vincere la presunzione di residenza in Italia indicata nel citato articolo 2, del DPR 917/86.

Le agevolazioni per i ricercatori e i docenti

I docenti e i ricercatori che decidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italia possono godere di una tassazione ridotta dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia per lo svolgimento dell’attività di docenza e ricerca.

In particolare, questi redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 10% e sono esclusi dal valore della produzione netta ai fini dell’Irap.

Per i lavoratori dipendenti l’agevolazione Irap spetta ai sostituti d’imposta che erogano le retribuzioni per l’attività di docenza o ricerca, mentre per i lavoratori autonomi spetta direttamente ai docenti o ricercatori che svolgono l’attività in qualità di liberi professionisti.

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Federico Gavioli

21 aprile 2018

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