Raccolta di fondi tramite siti Internet (crowdfunding)

Aspetti generali
È stata recentemente innovata la normativa di vantaggio che era stata a suo tempo introdotta dagli artt. 25 – 32 del D.L. 18.10.2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17.12.2012, n. 221, rivolta alle start up innovative. Queste erano definite come società di capitali residenti in Italia, le cui quote, detenute in maggioranza da persone fisiche, non erano negoziate su mercati regolamentati, aventi quale oggetto sociale esclusivo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
L’art. 57 del D.L. 24.4.2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21.6.2017, n. 96, ha innovato l’art. 26 del citato D.L. n. 179/2012, sostituendo tra l’altro il riferimento alle start up innovative con quello alle PMI (piccole e medie imprese).
Cos’è il crowdfunding?
Il crowdfunding è una forma di finanziamento collettivo, che si può riferire a iniziative di vario genere (emergenze umanitarie, sostegno all’arte e alla cultura, imprenditoria innovativa, ricerca scientifica …).
Solitamente, esso utilizza il web come piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un determinato progetto.
Si distinguono le seguenti tipologie:

finanziamento collettivo per ricompensa (reward crowdfunding): prevede per l’investitore una ricompensa commisurata con il contributo;
finanziamento collettivo per donazione (donation crowdfunding): i sostenitori del progetto vi contribuiscono finanziandolo senza aspettarsi un beneficio tangibile (essendo spinti da motivazioni ideali);
finanziamento collettivo civico: è utilizzato da soggetti istituzionali (comuni, enti provinciali, municipalità, etc.) per finanziare opere pubbliche e attività di restauro di determinati beni;
finanziamento sotto forma di capitale di rischio (equity crowdfunding): è una modalità di finanziamento che consente a società non quotate di raccogliere risorse finanziarie dal pubblico a fronte di quote azionarie; la “ricompensa” spettante all’investitore per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa;
finanziamento collettivo per prestito: è un modello di finanziamento collettivo attraverso il quale persone fisiche e giuridiche possono decidere di prestarsi fondi reciprocamente, a un tasso di interesse più o meno alto, al fine di realizzare un progetto (definito anche “peer to peer lending”);
modelli ibridi: prevedono una commistione tra più modelli (combinando, ad esempio, ricompensa e donazione).

In sostanza, nell’ambito del crowdfunding viene effettuato il finanziamento collettivo di progetti, iniziative o start up, effettuato da singoli finanziatori attraverso modesti investimenti individuali di denaro o altre risorse.
Sue principali caratteristiche sono:

la raccolta dei fondi mediante piattaforma web, affidata, oltre che agli intermediari finanziari abilitati, alla particolare figura del gestore del portale, in possesso di determinati requisiti e iscritto in un registro tenuto dalla Consob;
la previsione di limiti massimi di importo, al di sotto dei quali gli oneri informativi (a cura del gestore del portale) sono più leggeri rispetto a quanto ordinariamente previsto;
la riserva a investitori professionali, fondazioni bancarie e incubatori di una percentuale almeno pari al 3%[1].

Le start up innovative
La possibilità di fare ricorso al crowdfunding era originariamente prevista per le start-up innovative costituite in forma di società di capitali. Ciò si legava a una particolare disciplina agevolativa (di cui agli articoli citati del D.L. n. 179/2012), accessibile alle società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, dotate dei seguenti …

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