Dichiarazione IVA: come gestire l'acconto IVA nel rigo VH17

Quest’anno i contribuenti si trovano alle prese con una difficoltà in più da affrontare in sede di predisposizione della dichiarazione annuale Iva 2018.  Si tratta del “collegamento” tra la trasmissione dei dati all’Agenzia delle entrate delle liquidazioni Iva e il quadro VH dell’adempimento dichiarativo.

La novità avrebbe meritato un approfondimento dell’Agenzia delle entrate. Invece le istruzioni per la compilazione del modello sono molto scarne e i contribuenti hanno dovuto affrontare diverse difficoltà.

Uno dei diversi dubbi ha riguardato le modalità di indicazione dell’acconto Iva il cui termine di versamento è scaduto il 27 dicembre scorso.  Le istruzioni per la compilazione della dichiarazione annuale precisano che “il quadro VH, da quest’anno, deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva”.

Nel quadro VH, in corrispondenza del rigo VH17, deve essere indicato l’acconto dovuto e nella casella posta di fianco deve essere indicato l’apposito codice corrispondente alla metodologia seguita per il calcolo der il predetto acconto (storico, previsionale, etc).  Non è chiaro, però, se le indicazioni fornite con le istruzioni per la compilazione del modello Iva annuale facciano riferimento anche all’indicazione dell’acconto.

Preliminarmente deve essere rilevato come l’acconto dovuto sarà stato indicato nella comunicazione periodica dei dati Iva in corrispondenza del rigo VP13. Conseguentemente se il contribuente ha indicato in corrispondenza del predetto rigo l’importo calcolato correttamente, quindi effettivamente dovuto, l’Agenzia delle entrate ha già correttamente acquisito la predetta informazione.

Anche in questo caso vale la regola che, fatta salva la necessità di effettuare una correzione della precedente comunicazione, il contribuente non deve compilare il quadro VH.  Non deve, quindi, né essere compilato il quadro VH, né essere compilato il rigo VH17 (dell’acconto) presente all’interno del medesimo quadro.

Deve però osservarsi come all’interno della liquidazione periodica inviata all’Agenzia delle entrate siano presenti un minor numero di informazioni rispetto a quelle eventualmente riportabili all’interno della dichiarazione Iva annuale. Nella liquidazione periodica trasmessa al Fisco sarà stato indicato l’acconto dovuto, ma non è stata prevista la possibilità di fornire alcuna indicazione relativa al metodo di calcolo utilizzato. Non è chiaro, quindi, come l’Agenzia delle entrate sia in grado di effettuare i controlli automatici sulla relativa dichiarazione.

Presumibilmente la congruità dell’acconto sfugge a qualsiasi controllo automatico.  D’altra parte, soprattutto laddove il contribuente abbia scelto il metodo della liquidazione Iva relativo alle operazioni realmente effettuare, l’Agenzia delle entrate non è in grado di effettuare alcun riscontro automatico.  In tale ipotesi l’Agenzia delle entrate dovrebbe essere in grado di conoscere l’ammontare delle operazioni la cui esigibilità si è verificata entro il 20 dicembre e post 20 dicembre. Tale dato non è desumibile da nessun rigo né della liquidazione periodica Iva, né dalla dichiarazione Iva annuale.

D’altra parte quando l’acconto Iva fu istituito neppure la dichiarazione Iva annuale precedeva la possibilità di indicare la metodologia di calcolo prescelta. E’ dunque probabile, almeno per rendere più agevoli le operazioni di controllo, che in futuro anche il modello di comunicazione dei dati relativi alle liquidazioni periodiche sarà modificato.  E’ probabile l’aggiunta di uno specifico campo ove indicare le modalità di calcolo seguite per la determinazione della somma da versare entro il 27 dicembre di ogni anno. Per il momento, però, con riferimento al periodo d’imposta 2017, l’Agenzia delle entrate non consoce…

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