Dichiarazione IVA 2018: la compilazione del quadro VH

una delle principali novità contenute nella dichiarazione IVA 2018 è rappresentata dalla nuova struttura e dalle nuove attribuzioni del quadro VH; proponiamo pertanto una analitica guida alla sua compilazione e trattiamo anche i casi di contabilità separata, di contabilità presso terzi, la gestione del versamento dell’acconto…
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Una delle principali novità contenute nella dichiarazione IVA 2018 è la nuova struttura, nonché le nuove attribuzioni del quadro VH; vediamo, pertanto, di analizzare i punti ritenuti più importanti

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Con il provvedimento del Direttore delle Entrate n.10581 del 15 gennaio 2018, sono stati approvati i modelli IVA, con le relative istruzioni, così suddivisi :
– Modello IVA/2018 composto da: il frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali; i quadri VA, VB, VC, VD, VE, VF, VJ, VI, VH, VM, VK, VN, VL, VT, VX, VO, VG, VS, VV, VW, VY e VZ;
– Modello IVA BASE/2018 composto da: il frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali; i quadri VA, VB, VE, VF, VJ, VI, VH, VL, VX e VT.
Sicuramente una delle principali novità che emergono dalla lettura delle istruzioni alla Dichiarazione IVA 2018 è rappresentata dalla nuova struttura, nonché le nuove attribuzioni, del quadro VH.

La novità del quadro VH

Il quadro VH, da quest’anno, deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.

Va ricordato, infatti, che a decorrere dall1° gennaio 2017, nell’ambito delle misure di contrasto all’evasione in materia di IVA, il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225, il legislatore ha introdotto alcuni nuovi adempimenti comunicativi telematici. Si tratta, in particolare, della comunicazione trimestrale obbligatoria dei dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e registrate, e delle relative note di variazione, nonché della comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche IVA (articoli 21 e 21-bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010 n. 122).
Prevedendo tali obblighi, il D.L. n. 193 del 2016 ha, altresì, determinato gli aspetti sanzionatori legati alla loro eventuale violazione.

Nel dettaglio, per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture, ha previsto l’applicazione della sanzione amministrativa di euro 2 per ogni fattura, con un limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre. Ha inoltre, disposto la riduzione alla metà, entro il limite massimo di euro 500, della medesima sanzione se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza ordinaria, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è, invece, punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000, ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza di legge, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Le istruzioni allegate alla dichiarazione IVA evidenziano che qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA, il soggetto interessato deve indicare tutti i dati richiesti, compresi quelli non oggetto di invio, integrazione o correzione. Nell’ipotesi particolare in cui l’invio, l’integrazione o la correzione comporti la compilazione senza dati del presente quadro (ad esempio, il risultato delle liquidazioni è pari a zero) occorre comunque barrare la casella “VH” posta in calce al quadro VL nel riquadro “Quadri compilati”. Qualora i dati omessi, incompleti o errati non rientrino tra quelli da indicare nel presente quadro, questo non va compilato.

Continua a legegre questa guida al quadro VH nel PDF —>

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