Assegni bancari: attenzione all'antiriciclaggio

sono arrivate alcune stangate antiriciclaggio per l’utilizzo di vecchi libretti degli assegni che non riportavano la dicitura non trasferibile: gli assegni bancari devono riportare tale clausola per rispettare la disciplina antiriciclaggio

Segnaliamo che sono arrivate alcune stangate antiriciclaggio per l’utilizzo di vecchi libretti degli assegni che non riportavano la dicitura “non trasferibile”.
L’attuale normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi derivanti da attività criminose e di finanziamento del terrorismo (D.Lgs. 231 del 2007, recentemente aggiornato con il D.Lgs. n. 90 del 2017) fissa anche regole precise per l’utilizzo degli assegni, oltre che gli obblighi per gli intermediari finanziari.

Antiriciclaggio e Assegni bancari

In particolare, gli assegni bancari o postali di importo pari o superiore a 1.000,00 euro devono essere compilati in ogni loro parte e riportare tassativamente, oltre a data e luogo di emissione, importo e firma, l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. In caso di mancata indicazione del beneficiario o di assenza della clausola “non trasferibile” il Decreto legislativo n. 231 del 2007 dispone una sanzione che varia da un minimo di 3.000,00 euro ad un massimo di 50.000,00 euro, con la possibilità di conciliare mediante il pagamento in misura ridotta di un importo pari a 6.000,00 euro.

La compilazione dell’assegno

Solo i libretti degli assegni emessi dopo il citato D.lgs. 231/2007 riportano prestampata la clausola “non trasferibile”, chi sta utilizzando libretti degli assegni molto vecchi deve, pertanto, prestare la massima attenzione in fase di compilazione e scrivere a mano la clausola non trasferibile se l’importo è pari o superiore a 1.000 euro. La mancata apposizione della clausola “non trasferibile”, anche per mera dimenticanza o distrazione espone alla spropositata sanzione sopracitata. Tali sanzione vengono irrogate per mero controllo formale dell’assegno e non tengono conto del rapporto sottostante il pagamento.

Ricordiamo che l’assegno non trasferibile non è girabile a terzi, pertanto garantisce che la somma trasferita tramite l’assegno non possa essere occultata o girata a terzi in violazione delle norme di legge.

Quasi tutte le banche hanno sostituito i vecchi libretti degli assegni con quelli nuovi che riportano la dicitura non trasferibile per evitare problematiche ai propri clienti

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23 febbraio 2018
Luca Bianchi e Daniele Marrone

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